Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Più controlli e informazione, varato il pugno di ferro al mercato del falso

In Prefettura riunito il Comitato per l'ordine e la sicurezza. Sotto Natale più controlli delle forze di polizia verso abusivi, ma richieste anche indagini per stroncare il fenomeno ormai incontrollato della contraffazione risalendo la filiera e disposte campagne d'informazione per i cittadini

Una pattuglia di polizia locale sul corso di Lecce.

LECCE – Più controlli sotto le festività, una campagna promozionale per mettere in guardia il cittadino dai rischi per sé e dal danno economico arrecato di riflesso, ma anche una più incisiva fase investigativa per stroncare il problema alla radice, arrivando al nodo della questione: la distribuzione da cui si sviluppa tutta la filiera.

Almeno nelle intenzioni, sembra che a Lecce e in provincia stia per aprirsi una nuova fase, ovvero stia per abbattersi un pugno duro contro l’abusivismo commerciale e la contraffazione, che n’è sostanzialmente figlia. Una lotta senza quartiere come finora non c’è mai stata. Sarà il tempo a giudicare l’efficacia dell’azione, ma intanto una cosa è certa: del problema s’è parlato apertamente, come di rado accade in maniera così diffusa, coinvolgendo cioè tutte le istituzioni sul territorio, forze dell’ordine in testa.

Questo anche perché si è arrivati a un punto in cui il fenomeno ha raggiunto una tale estensione, specie nelle principali vie del borgo antico di Lecce (ma anche in altri comuni salentini), da mettere a dura prova i nervi degli esercenti già in ginocchio per la crisi e vessati dalle tasse. Un problema che rappresenta anche un pessimo biglietto da visita per una terra uscita da poco con tutto il corollario di polemiche dalla competizione a Capitale europea della cultura e che punta sempre e comunque a mantenere viva e ben salda l’immagine di meta turistica d'eccellenza.

Con il Natale alle porte, il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, ha dunque chiesto di discutere del problema nell’ambito del Comitato per l’ordine e la sicurezza, convocato oggi in Prefettura, cercando soluzioni condivise. Un appello che il prefetto Giuliana Perrotta ha accolto e che ha portato a una discussione sulle iniziative da intraprendere, a partire proprio da questo periodo, ma anche in prospettiva futura. Perché la questione è trasversale a tutte le stagioni. Semplicemente, si trasferisce d’inverno sotto i monumenti barocchi, dopo aver abbondato fra spiagge e marine d’estate.

L’incontro, come detto, ha avuto input da Lecce, ma è stato esteso anche ad altri Comuni con particolare vocazione turistica, quali Otranto, Nardò e Gallipoli (in quest’ultima città proprio oggi sono iniziati i dispositivi di rafforzamento dei controlli della polizia locale). E vi hanno preso parte anche le associazioni dei commercianti, interessate in maniera diretta. Il primo passo è stato quello di assicurare il massimo raccordo possibile fra le polizie locali e le forze dell’ordine statali, per irrobustire le verifiche lungo le vie cittadine, e questo in particolare per quanto riguarda il capoluogo, dove l’estensione del problema lo richiede in maniera particolare.

IMG_8651p-2Fin qui le iniziative che riguarderanno soprattutto il periodo natalizio e il commercio al dettaglio. Nello stesso tempo, però, considerate anche recenti disposizioni in materia del ministero dell’Interno, è stata condivisa l’opportunità di sradicare (o almeno provare a porre un argine) al fenomeno risalendo l’intera filiera del falso, individuando le fonti d’approvvigionamento e distribuzione. Un compito affidato prima di tutto alla guardia di finanza, che già combatte con forza su questo terreno, al quale affiancare le altre forze di polizia, ma giovandosi anche della collaborazione delle associazioni di categoria. Insomma, per indagini energiche occorre la collaborazione di tutti anche e soprattutto in campo informativo.

A proposito di questo, è stato sottoposto a sindaci e associazioni anche un protocollo d’intesa che, oltre a potenziare l’opera delle forze dell’ordine, preveda anche campagne di comunicazione mirate, cioè di sensibilizzazione verso i cittadini, per informarli sul danno che il mercato del falso arreca al tessuto economico, penalizzando chi agisce con correttezza.

La concorrenza sleale si basa su una palese illegalità: la violazione della proprietà intellettuale che permette minori costi di produzione.  Tutto questo, spesso e volentieri, avviene anche sfruttando i soggetti più deboli nel lavoro nero. E comporta rischi reali per il consumatore finale, che derivano dall’assenza di conformità rispetto agli standard di sicurezza, rispetto ai materiali di produzioni e alle vernici usate, il cui impatto per la salute può essere anche molto alto. La speranza condivisa dai più è che la questione sia presa di petto come mai finora è stato fatto. 

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