Le mostra le armi: “Sono in un corpo speciale”. Ma era da un’altra donna

Un 50enne della provincia di Novara ritrovato dalla Digos nel Salento. Balla raccontata alla moglie e denuncia a piede libero

La scacciacani e, sotto, le armi bianche.

LECCE – Se fosse stato il leggero copione di una tipica commedia scollacciata anni ’70, il film avrebbe potuto fregiarsi di un titolo come “La moglie a casa, il marito al fronte”, o qualcosa del genere. La verità è che Lino Banfi, Edwige Fenech e il compianto Renzo Montagnani, qui, non c’entrano nulla.

La storia è vera, come vera – per quanto grottesca – è la balla colossale che un marito ha raccontato a una moglie per giustificare lunghe, perfino interminabili assenze da casa: il reclutamento in un corpo speciale. Esibendo tanto di arma. “Cara, la vedi questa pistola? Me l’hanno data in dotazione”. In realtà, era una comune scacciacani acquistabile senza porto d’armi, ma per l’effetto scenico andava più che bene quella Kimar, modello 92 Auto, replica della Beretta modello 92 in uso alle forze di polizia. L’importante era che la sceneggiatura reggesse.

Poi, l’avventura, dall’estremo nord all’estremo sud dell’Italia, ma non certo per prendere servizio. Lasciata la provincia di Novara, D.M., 50enne, ha raggiunto il Salento, dove aveva conosciuto un’altra donna con la quale ha avviato una convivenza. Trasferitosi così in un paesino della provincia, ha fatto perdere le tracce. Per troppo tempo, tanto che, davanti ai silenzi prolungati del telefono, la moglie, sempre più preoccupata, ha deciso di rivolgersi alla questura di Novara, raccontando tutto: il presunto reclutamento in un’organizzazione paramilitare, il possesso di una pistola assegnatagli in dotazione, i misteri sulle missioni, soprattutto all'estero, e via dicendo.

pugnale e baionetta-2

Vista la delicata materia, sul caso si è mossa la Digos. E le ricerche attivate per capire dove l’uomo si trovasse (se in Italia o fuori), in breve hanno condotto nel Salento, dove il molto presunto contractor è stato rintracciato presso l’abitazione della sua nuova fiamma. Inevitabile una perquisizione, vista tutta la stranezza della vicenda, che ha portato ad alcuni ritrovamenti. Nella sua camera da letto, in un armadio, c’erano un pugnale con fodero, lungo 38 centimetri, e una baionetta Waffenfabrik Neuhausen, completa di fodero in metallo, di circa 45 centimetri. E la famosa pistola? La men che meno pericolosa scacciacani nera era in un comò. Più del rumore dello sparo, non avrebbe prodotto.

Ma se tenere in casa – che sia quella al nord o al sud, non importa… - una pistola a salve non comporta nulla, per il pugnale e la baionetta, che rientrano di diritto tra le cosiddette armi bianche non è affatto la stessa cosa, vista la loro estrema pericolosità. La mancata comunicazione del possesso all’autorità di pubblica sicurezza ha portato così al sequestro e alla denuncia a piede libero. Forse, però, per il 50enne, in questo momento è il problema minore.

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