Studente morì cadendo nel lucernario del liceo, il giudice dispone nuove indagini

Il gip Vincenzo Brancato ha accolto la richiesta di opposizione all'archiviazione presentata dai legali dei genitori di Andrea De Gabriele, assistiti dagli avvocati Francesca Conte e Gaetano De Mauro. Il fascicolo, con imputazione per omicidio colposo, ritorna in mano al pm Giuseppe Capoccia

LECCE – Ci saranno nuove indagini per accertare le cause della morte di Andrea De Gabriele, lo studente diciassettenne scomparso l’8 gennaio del 2014 nella succursale del Liceo scientifico De Giorgi di Lecce, in via Pozzuolo, dopo essere precipitato in un lucernario. Il gip Vincenzo Brancato ha accolto la richiesta di opposizione presentata dai legali dei genitori del ragazzo, assistiti dagli avvocati Francesca Conte e Gaetano De Mauro.

Il fascicolo torna dunque al pubblico ministero Giuseppe Capoccia, che ha quattro mesi di tempo per accertare, anche sulla base delle consulenze svolte dai periti, l’adeguatezza di quel pozzo luce all’interno dell'istituto scolastico e svolgere accertamenti tecnici sulla sicurezza nell’edificio. Bisognerà poi ascoltare come testimoni i compagni di classe del ragazzo scomparso e altri studenti che frequentano lo stesso istituto. In particolare, uno di essi ha raccontato di essere salito, in almeno una circostanza, sul tetto dell'edificio per recuperare un pallone.

Gli inquirenti hanno già acquisito la documentazione relativa alla struttura, tra cui il piano di sicurezza della scuola. Tra le persone ascoltate anche l’ingegnere che ha redatto il piano e il responsabile per la Provincia. Al momento il fascicolo d'indagine aperto dal magistrato inquirente è a carico di ignoti. Il reato ipotizzato è omicidio colposo. Pochi gli elementi in mano all’esperto sostituto procuratore leccese.

A distanza di oltre un anno sono molti gli interrogativi suscitati da una morte tanto tragica quanto assurda. A cominciare dal presupposto se l’edificio fosse adatto a ospitare un istituto scolastico. In realtà sembra che il pozzo luce, da cui è precipitato Andrea, sia esterno alla succursale del liceo.

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La grata di circa un metro, posta su di un muretto alto altrettanto, su cui si è arrampicato per recuperare il giubbotto, poco prima della fine dell’ora di educazione fisica, delimita la fine dell’istituto. Entrambi, però, sono facilmente raggiungibili e forse (come emerso) già in passato alcuni studenti vi erano saliti per recuperare qualche oggetto. Sarà il lavoro degli inquirenti a fare luce e a stabilire se davvero Andrea sia morto per una tragica fatalità.

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