Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

I dubbi del legale sulla gestione di una gara a forte rischio di scontri

In una lettera aperta, il penalista leccese Giuseppe Milli, illustra il suo punto di vista circa quanto avvenuto prima e dopo i fatti di Brindisi. Dall'autorizzazione del Gos, fino agli scontri, a suo avviso vi sono state lacune

Alcuni momenti del parapiglia e un'immagine dell'avvocato Milli.

Riceviamo una lettera aperta dell'avvocato penalista leccese Giuseppe Milli il quale si pone dubbi sull'organizzazione del servizio d'ordine, nel suo insieme, in quel di Brindisi. Di seguito la sua opinione in merito agli scontri avvenuti e che hanno portato anche a due arresti. Si poteva attuare un servizio migliore? Questa e tante altre le domande che si pone.    

***

LECCE - Ho seguito attentamente le vicende di cronaca giudiziaria che hanno interessato due tifosi leccesi purtroppo oggi sottoposti a fermo di polizia per i fatti di Brindisi.

Sono certo che in tanti credono che il sottoscritto stia parlando nella solita veste di avvocato difensore dei ragazzi arrestati e che quindi il seguito che leggerete sia comunque permeato da interesse professionale.

Non è cosi stavolta.

In compagnia di colleghi avvocati e un amico ingegnere (non pericolosi ultras secondo il credo della cosiddetta ”gente perbene”) mi trovavo a poche centinaia di metri di distanza dal luogo dei fatti e pertanto sono testimone oculare, più o meno attendibile, ma comunque sempre in grado di offrire uno spaccato della verità dei fatti che, ricordo a tutti, è sempre e solo una.

Mi corre l’obbligo di prendere le mosse dal pre-gara caratterizzato da tutta una serie di sorprese per il tifo leccese non più abituato, in quanto non tesserato per la gran parte, ad assistere al balletto delle notizie che prorogavano di giorno in giorno la decisione del GOS (organo deputato a decidere sull’apertura o meno di una gara ad una tifoseria) fino a giungere alla clamorosa notizia che la trasferta fosse accessibile anche ai non tesserati dopo circa 9 anni !

Fa nulla che intanto si creavano disagi e si sfiorava la rissa in quanto presso l’unico punto vendita abilitato in città l’apertura era fissata alle ore 17.30 e la chiusura alle 19 e poi si chiudeva per ferie!

Fa nulla che non potendosi vendere i tagliandi il giorno della gara ai tifosi ospiti restava un giorno e mezzo per comprare il prezioso biglietto dello stadio di Brindisi.

Senza titolo-1-5-50Questo nulla in confronto a quanto accadeva il giorno della gara quando si metteva in moto un serpentone di centinaia di autovetture e decine di pullman stracarichi di tifosi giallorossi volto alla destinazione stadio di Brindisi.

Nota la rivalità (se non vero odio) che i brindisini nutrono per Lecce e i leccesi - invidia deriva dal latino in-videre (“guardare di sbieco”, “guardare storto”) ed è uno dei sentimenti moderni più diffusi, e anche più inconfessabili - si leggeva sui social-forum dei tifosi biancoazzurri l’intenzione di provocare disordini durante il tragitto percorso dai tifosi leccesi.

Tutti erano al corrente di tale bellicosa intenzione fuorché i tutori delle forze dell’ordine? Si poteva contare su un sistema di protezione adeguato da parte delle forze di polizia?

Il mio pensiero, come quello di tantissimi era certamente di sì, tanto che contavo sul fatto che oramai se si vogliono scongiurare disordini è nota ogni misura idonea a scoraggiare i più facinorosi, soprattutto in gare a rischio come quella di cui si si occupa.

Purtroppo mi sbagliavo. E di grosso. 

Mi limito a porre interrogativi inquietanti che meritano puntuale risposta da coloro che hanno avuto la responsabilità di organizzare l’ordine pubblico.

IMG-20170829-WA0019-2Come mai in una partita a rischio (stranamente autorizzata dal GOS alle tifoserie) non si è deciso di presidiare con auto o altri mezzi di polizia i ponti tra San Pietro Vernotico e Brindisi? Come mai tutte le aree di rifornimento carburante esistenti erano sguarnite di forze dell'ordine ivi compreso il tratto cittadino che portava dall'aeroporto allo stadio? Come mai solo nella stazione di servizio incriminata invece vi fosse una pattuglia “pronta” ad intervenire? Come mai si è fatto intervenire l'elicottero della polizia a giochi fatti quando i buoi erano scappati dalla stalla e non prima?

Come mai si è permesso ad ignoti di tagliare le ruote delle auto dei tifosi leccesi senza che vi fosse presidio ? Come mai non vi è stato prefiltraggio e filtraggio all'ingresso dei tifosi leccesi? Come mai tanti possessori di biglietto di tribuna sono stati comodamente fatti accedere nel settore ospiti in barba alla legge che vieta tale fatto?

Sono queste  inquietanti domande che tutti i tifosi si stanno ponendo.

Il mio obiettivo è quello di convogliarle ai destinatari interessati.

In attesa di risposta.

Oppure anche di dibattito tra le parti ove sono disponibile a partecipare. Sia chiaro il tutto al netto dei fatti dei quali si occupa la Magistratura Inquirente per le quali si stanno svolgendo indagini preliminari. A Lecce e nel Salento  nessuno ha l’anello al naso. Sia chiaro anche questo.

Avvocato Giuseppe Milli

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