Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca Centro / Viale XXV Luglio

Infrastrutture nell’alto mare della burocrazia. Operai edili su tutte le furie

I dipendenti del gruppo Palumbo ritornano a protestare ai piedi della prefettura per la mancata cantierizzazione della strada regionale 8 e del secondo tratto della Maglie- Otranto. "Urgente tavolo con gli enti per fare chiarezza"

LECCE - La mancata cantierizzazione delle infrastrutture salentine, in particolare della strada regionale 8 e dell’arteria deputata a collegare Maglie ad Otranto, sono emblematici dello scotto che un territorio paga alla burocrazia. Almeno stando a quanto dicono i referenti sindacali che ormai trattengono a stento la rabbia degli operai edili: 250 dipendenti del gruppo Palumbo/Leadri, in estenuante attesa e con gli ammortizzatori sociali agli sgoccioli. Fatti salvi quei 40 fortunati già impiegati nei lavori che interessano il primo tratto, sino a Palmariggi, per il quale il valzer delle carte e delle autorizzazioni è concluso.

Tutto fermo invece per gli ultimi chilometri dell’infrastruttura deputata a raddoppiare la strada fino ad Otranto: una data certa per l’avvio della cantierizzazione non ci è mai stata, ma le autorizzazioni di Regione Puglia ed Anas si fanno attendere da quest’estate. La presenza di vincoli paesaggistici ed ambientali complica l’iter procedurale e gli stessi sindacalisti ormai lamentano “una scarsa chiarezza da parte degli enti interessati” sullo stato dell’arte dei lavori.

Tutto fermo anche per quanto riguarda la cantierizzazione della regionale 8, sebbene il Tar a metà settembre abbia dato ragione al gruppo edile, ritenendo corretta la procedura di esproprio dei terreni nel tratto che collega Lecce alle marine di Melendugno, passando per Vernole.  Il contenzioso con la ditta Palumbo era sorto in seguito all’opposizione di un’azienda di Vernole, la Sica rsl, per la propria area agricola che aveva chiesto l’annullamento di tutti gli atti di approvazione del progetto. Ora, nonostante il punto segnato a favore del gruppo edile, “pare che i carabinieri abbiano di nuovo bloccato i lavori”, precisa Alessio Colella di Fillea Cgil.

“Di sicuro ci stanno sballottolando da una parte all’altra. Ma noi pretendiamo chiarezza,  tempi rapidi e certi per l’avvio dei cantieri”, aggiunge il sindacalista al margine della manifestazione odierna ai piedi della prefettura di Lecce. Il clima generale è incandescente, gli operai “sono diventati ingestibili”, ammette Colella che non esclude un concreto rischio per l’ordine pubblico. Dopo il primo blocco alla circolazione all’altezza di via XXV luglio, i lavoratori Palumbo sembravano, infatti, del tutto intenzionati a spostarsi sull’imbocco della strada statale che collega Lecce e Brindisi.

Se la protesta odierna è rientrata velocemente, non è detto che già domani non si farà il bis. La cassa integrazione in deroga regionale, appena rifinanziata, potrebbe cedere il passo a procedure di mobilità e licenziamenti già all’inizio del nuovo anno. Il lavoro, anche se c’è, è nell’alto mare della burocrazia. La convocazione urgente di un tavolo con tutti gli attori coinvolti nei progetti, per far luce sulle responsabilità individuali, è stata la richiesta depositata oggi sul tavolo della prefetto Giuliana Perrotta.
 

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