Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Agguato a Vadacca nell'area di servizio: patteggiano Sariconi e Corrado

Due anni e mezzo per il primo, autore materiale del ferimento, due per il secondo. Il 31enne fu colpito quattro volte alla gamba sinistra. Per gli inquirenti dietro ci potrebbe essere una storia di droga, ma loro hanno sempre sostenuto la tesi dello screzio per questioni di natura sentimentale

LECCE – Due anni e otto mesi per Simone Francesco Corrado, 32enne, due anni per Alessandro Sariconi, 35enne, entrambi di Lecce e già noti. Si è arrivati al patteggiamento, nel processo che vedeva imputati i due giovani per la gambizzazione di Davide Vadacca, 31enne, avvenuta la sera del 22 novembre del 2012 nell’area di servizio Esso, all’uscita del capoluogo, proprio nel tratto iniziale della strada statale 613, in direzione di Brindisi. Entrambi rispondevano di lesioni gravi. Quattro i colpi d’arma da fuoco indirizzati con una calibro 22 verso Vadacca, raggiunto nella zona più buia del piazzale della stazione di carburanti. Rimase ferito alla gamba sinistra e fu condotto in ospedale da un’ambulanza del 118. Ben quattro i bossoli rimasti conficcati tra ginocchio e caviglia. Si rese necessario un delicato intervento.

Il fascicolo era in mano ai sostituti procuratori Giuseppe Capoccia e Guglielmo Cataldi e le indagini sono state portate a termine dai carabinieri della compagnia del capoluogo, che si sono avvalsi anche delle immagini del sistema di videosorveglianza. Grazie a questi, hanno tratto elementi importanti che gli hanno permesso di ricostruire le fasi dell’agguato e arrivare ai responsabili.

corrado-2(1)-3-2-2Quella sera Vadacca raggiunse la località nella sua auto, insieme ad un altro giovane, Alessio Bellanova, 31enne di Lecce, che poi scappò a piedi. Lui, testimone di quella sparatoria, sarebbe stato in seguito arrestato per questioni di droga. Ed è sempre stata proprio la droga al centro delle attenzioni degli inquirenti. Per pm e militari, l’agguato sarebbe maturato in un contesto di accordi saltati. Di tutt’altro tenore le dichiarazioni degli imputati, che, difesi dagli avvocati gli avvocati Francesco Vergine, Francesco De Iaco, Giancarlo Dei Lazzaretti e Pantaleo Cannoletta, hanno sempre sostenuto una tesi diversa, e ciò che lo screzio si sarebbe verificato per vicende private, legate a storie sentimentali. Un nodo, questo, che non è mai stato sciolto veramente. Certo che ad aprire il fuoco, fuggendo poi con il complice, per sua stessa ammissione sarebbe stato Sariconi.

Sariconi-2-2-3-2-2Con i patteggiamenti si chiude quindi un capitolo buio, sebbene sembra che se ne sia aperto di recente uno nuovo, dato che il nome di Vadacca sia tornato nelle cronache per un inquietante “avvertimento”: manifesti mortuari, con evidenti offese rivolte alla sua persona, posti su più cartelli della città da mani ancora ignote. Un caso, quest’ultimo, sul quale sta indagando la Dda di Lecce, insieme alla squadra mobile, perché se il 31enne leccese è stato già condannato ad un solo anno in seno all’operazione “Little Devil”, lasciando quindi prospettare una posizione marginale, gli inquirenti non hanno mai nascosto il fatto che per loro sarebbe stato, almeno in passato, vicino al boss Roberto Nisi, incastrato insieme al fratello Giuseppe e ad altri grossi volti noti in odore di Scu nel corso del noto maxi-blitz “Cinemastore”.  

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