Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Trasportavano una tonnellata di marijuana, patteggiano quatto anni a testa

Zeqiri Bledar, Dorian Feraj, Thanase Vasil e Dalipaj Blazer dovranno pagare anche una multa di 20mila euro. Furono fermati nel luglio scorso dai militari della guardia di finanza Gruppo aeronavale di Taranton elle acque di Otranto con un carico di droga per milioni di euro. Oggi la sentenza

LECCE – Viaggiavano alla volta delle coste salentine con un prezioso carico dal valore di milioni di euro. Tanto, una volta immessi sul mercato, avrebbe fruttato gli oltre mille chili di marijuana (1.104 per la precisione) stipata in trentasette borsoni. Quella del 18 luglio scorso fu una notte decisamente movimentata nelle acque di Otranto.

Poco prima che scoccasse la mezzanotte, fu intercettato un motoscafo sospetto in avvicinamento. Si dirigeva verso la costa a gran velocità. Una volta intuite le intenzioni di chi si trovava a bordo, scattò una vera e propria retata della guardia di finanza. A finire in manette furono quattro albanesi (Zeqiri Bledar; Dorian Feraj; Thanase Vasil; e Dalipaj Blazer), che oggi hanno patteggiato una condanna a 4 anni di carcere e ventimila euro di multa. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Alessandro Stomeo, Alessandro Costantini Dal Sant e Antonio Savoia.

Il blitz scattò dopo la segnalazione di un aereo islandese impiegato nell’ambito dell’operazione internazionale “Aeneas 2013”, promossa dall’agenzia europea Frontex. Il velivolo intorno alle 23 di notte individuò il motoscafo al largo di Frassanito, nota località balneare a nord di Otranto. Il natante fu “ombreggiato” nei pressi nei pressi di Conca Specchiulla, dove vi sono diverse piccole insenature seminascoste. Qui, gli scafisti iniziarono a scaricare diversi borsoni. Uno dietro l’altro. A terra erano forse già attesi da complici. Finito il “lavoro”, il natante riprese il largo.

Intanto, però, l’aereo e un guardacoste del Gruppo aeronavale della guardia di finanza di Taranto, avevano già indirizzato in zona una vedetta veloce della Sezione operativa navale di Otranto. I militari individuarono il motoscafo quand’era già in allontanamento, mentre a bordo pensavano di averla fatta franca. Colti letteralmente di sorpresa gli scafisti, impossibilitati a fuggire, invertirono bruscamente la rotta, ritornando a forte velocità verso la costa salentina, per poi abbandonare il motoscafo sugli scogli, nei pressi della Pineta Sant’Andrea e fuggire a piedi.

Nel frattempo, a terra, pattuglie sempre della Sezione operativa navale, insieme ad altri militari compagnia di Otranto della finanza, avevano scovato, nascosti fra boscaglia e scogliera, nei pressi del luogo dov’era poco prima avvenuto lo sbarco, trentasette borsoni. Dentro, mille e 104 chili di marijuana. Uno degli albanesi, ignaro di tutto, era rimasto a vigilare il carico. Le ricerche dei complici proseguirono fino alle prime luci dell’alba. Altri tre albanesi furono stati rintracciati e arrestati strada facendo. 

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