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Non cala il sipario su Alba Service. I lavoratori incontrano il prefetto

Una rappresentanza di dipendenti, insieme a Cobas, ha chiesto l'apertura di un tavolo istituzionale. Mancarella: "Gabellone pare che non si opponga al fallimento della società"

LECCE – Calano i toni ma non il sipario sulla vertenza di Alba Service. I dipendenti della società partecipata dall’ente provinciale, con un piede nella fossa e l’altro nell’abisso del fallimento, assicurano che la partita non è chiusa. Hanno provato a far valere le proprie ragioni durante l’ultima, concitata seduta del Consiglio provinciale, suggerendo proposte utili a rimettere in sesto le finanze al collasso, come l’impiego dei proventi derivanti dalle multe e gli 8 milioni stanziati dal governo per scuole, strade e servizi essenziali.

La maggioranza di Palazzo dei Celestini ha risposto picche. Oggi i dipendenti, che pure sono rimasti al verde da un anno e mezzo, ci hanno riprovato e si sono dati appuntamento in via XXV luglio per parlare con il prefetto. Si temeva il peggio, ovvero un nuovo blocco dell’arteria cittadina, caos e disordini noti.

In realtà Claudio Palomba ha incontrato una piccola rappresentanza dei lavoratori, affiancati da Cobas, al volo e in poco tempo la questione si è risolta. Almeno per oggi, però, perché i vertici della prefettura sono intenzionati ad aprire un tavolo istituzionale sulla vertenza nel fine settimana o, nella peggiore delle ipotesi, lunedì 28 novembre nel pomeriggio.

Indispensabile è la presenza di Provincia, Regione Puglia e governo che dovrebbe essere rappresentato dal sottosegretario al Lavoro, Teresa Bellanova. Intanto non si ferma l’iter procedurale per la liquidazione della Spa: “Ieri si è tenuta la seduta pre-fallimentare ma in tribunale l’unica opposizione è arrivata dai sindacati”, puntualizza il referente Cobas, Giuseppe Mancarella.

Dito puntato contro il massimo esponente di Palazzo dei Celestini: “Gabellone aveva assunto l’impegno di salvaguardare i posti di lavoro ma non si è presentato in tribunale – commenta lui -. Abbiamo interpretato la sua assenza come una forma di silenzio-assenso e ci preoccupa che la Provincia non voglia revocare l’istanza di fallimento della società e salvare dal baratro 130 famiglie. Come al solito il presidente ha assunto degli impegni che pare non voglia mantenere”.

Sulla vertenza è intervenuto anche il deputato del Pd, Salvatore Capone: “Seguo da tempo l’evolversi della vicenda Alba Service e la riforma Delrio non c’entra nulla. Piuttosto la volontà da parte di chi di dovere – la Provincia e in alcuni momenti decisivi la stessa Regione Puglia - di garantire tutti i tasselli giusti per fare in modo che la trasformazione delle Province in enti di Area vasta non pregiudicasse alcunché".

"Una dinamica nel resto d’Italia governata perfettamente, a differenza di quanto è accaduto e sta accadendo qui -aggiunge il parlamentare -. Alba Service avrebbe potuto avere un altro destino se l’ente di riferimento avesse per tempo costruito un percorso ad hoc, evitando da ultimo esternalizzazioni negli stessi settori di competenza della società, e se la vis polemica nei confronti dell’attuazione della legge Delrio non avesse generato da parte di tutti un utilizzo così bassamente strumentale della vicenda”.

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