Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Criminalità nel Salento, la Prefettura chiede rinforzi al ministero dell'Interno

Oggi s'è tenuta una riunione alla quale ha partecipato anche il procuratore Motta, oltre al prefetto Perrotta. S'è fatto il punto della situazione sull'emergenza degli ultimi mesi, con sparatorie, furti e rapine in primo piano, ma s'è discusso anche di contrasto al gioco d'azzardo e mafia

La riunione di oggi.

LECCE – Sparatorie, ma non solo. Ci sono anche altri fenomeni, come il gioco d’azzardo, i furti e le rapine fra i principali problemi che questa mattina sono stati affrontati presso la sede dell’ufficio di governo di via XXV Luglio, durante una riunione tecnica convocata dal prefetto Giuliana Perrotta, alla quale hanno partecipato i responsabili delle forze di polizia del territorio, ma soprattutto il procuratore Cataldo Motta, di rientro dalla conferenza stampa per gli arresti dei carabinieri della compagnia di Campi Salentina.

Risultato: all’unanimità s’è deciso di formalizzare una richiesta al ministero dell’Interno per l’invio di rinforzi in tutti i reparti operativi. Sono soprattutto i reati predatori a richiedere un più capillare controllo del territorio. Ed è evidente che il personale impiegato, al momento, è di numero inferiore rispetto alle esigenze di una provincia con oltre novanta comuni e una microcriminalità in ascesa.

Sotto il profilo sociale, lo stesso prefetto Perrotta indica nella crisi economica l’incremento di furti e rapine, tanto più che spesso si nota come questi siano messi in atto anche da persone che non fanno parte abitualmente di sodalizi “noti”. Insieme alle bande consuete al furto “professionale” vi sono in giro sempre più individui che ladri s’improvvisano per necessità. E sempre frutto della congiuntura è anche il crescente interesse della malavita verso il gioco d’azzardo elettronico e le altre licenze amministrative per “finalità ricreative” rilasciate dai Comuni. Quando in ballo ci sono i soldi, la criminalità risponde e s’insinua.

Tutte problematiche che la Prefettura intende arginare con particolare attenzione, pur nella consapevolezza di “costi e personale di polizia fortemente ridotto dalle recenti disposizioni normative che limitano le aggregazioni temporanee di risorse umane provenienti da altre province per il contenimento  della spesa pubblica”, come si legge chiaramente in una nota.

I progetti, però, non mancano, specie sul fronte della lotta alla mafia. Il 19 ottobre in Prefettura saranno presenti il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico, e il presidente della Regione, Nichi Vendola per l’iniziativa “Tutela antimafia alla luce del nuovo codice: tra protocolli di legalità e accordi interistituzionali”, durante il quale sarà anche sottoscritto il protocollo integrativo di un’intesa già siglata nell’ottobre dello scorso anno. Ma non solo: nell’occasione se ne firmerà anche un nuovo, con il Comune di Gallipoli, che “estende il protocollo preventivo antimafia ad alcuni settori economici e produttivi caratterizzati da nuovi ambiti di rischio quali licenze e concessioni amministrative”.

“Quest’amministrazione – ha commentato a tale proposito il sindaco della Città Bella, Francesco Errico – da subito e senza indugio ha raccolto l’invito del prefetto a sottoscrivere questo protocollo, al fine di rafforzare quei principi di trasparenza e di legalità che per noi rappresentano i punti fissi su cui indirizzare e far muovere la nostra attività di governo. Per questo motivo tutte quelle azioni e tutti quegli interventi volti a rimarcare tali principi non potranno che trovare consenso ed approvazione da parte della nostra Amministrazione Comunale”. La sottoscrizione del protocollo d’intesa da parte del primo cittadino rappresenta la diretta conseguenza del deliberato con cui la giunta, lo scorso mese, aveva già condiviso e fatti propri il documento che verrà ratificato sabato prossimo.

Un terzo accordo riguarderà poi presidenti di Corte d’appello e Tribunale per la “circolarità delle informazioni nella disponibilità degli uffici giudiziari” nell’ottica di “una maggiore speditezza nella’accertamento dei requisiti antimafia”.

L’approfondimento del giorno ha comunque riguardato i fatti che stanno destando inquietudine soprattutto nella cittadinanza di Lecce e nel nord Salento, una sequela di sparatorie contro edifici e in qualche caso di agguati diretti a persone che hanno matrici e moventi diversi e che sono tutti ovviamente accomunati dalla paura che generano nella popolazione. Nel corso della riunione s’è preso atto dell’avanzamento delle indagini coordinate dalla magistratura e sono state varate misure per intensificare la prevenzione nelle aree più calde. Non ultima, appunto, la richiesta al ministero di un potenziamento delle forze in campo.     

Infine, s’è toccato anche il punto della sicurezza nelle strutture sanitarie, emerso anche dopo recenti episodi, come quello del 26 settembre scorso, quando un paziente, armato di coltello, ha inveito contro gli operatori del reparto di Psichiatria del “Santa Caterina Novella” di Galatina, ma anche di furti negli ospedali (“Vito Fazzi” in primis). Il direttore generale dell’Asl, Valdo Mellone, ha illustrato le misure di tutela per il personale già assunte e, nel contempo, s’è deciso d’intensificare i controlli di polizia all’esterno delle strutture più esposte al rischio.             

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