Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca Via Giuseppe Libertini

"Pizzicati" a imbrattare la chiesa con bomboletta, il Comune chiederà i danni

L'assessore alle Politiche ambientali Andrea Guido preannuncia che l'amministrazione si costituirà parte civile nel procedimento verso i due ragazzi sorpresi dalla polizia locale a sporcare la facciata dell'antica chiesa di Santa Elisabetta. E fra i danni, anche quelli d'immagine al decoro cittadino

LECCE – Ripulire costa e così i due giovani che sabato notte non avevano di meglio da fare che sfogare il proprio “estro” spruzzando vernice spray sulla chiesta di Santa Elisabetta dovranno pagare i danni al Comune. Che ha infatti deciso di costituirsi parte civile. L’assessore alle Politiche ambientali Andrea Guido è esplicito, a tal proposito: “Al di là della pena, che secondo la legislazione vigente è poco più che simbolica, conta l’effetto deterrente che può avere la presenza dell’amministrazione nel processo”.

I responsabili, “pizzicati” dagli agenti di polizia locale, sono un 31enne di Taranto e un 26enne di Brindisi. A farne le spese, in un centro storico già in passato violato da vandali poco inclini ad apprezzare le bellezze dell’antico tratto barocco, la facciata di una chiesetta di via Libertini della seconda metà del XVI secolo.

“Costituirsi parte civile - spiega l’assessore Guido – è il metodo previsto dalla legge per consentire alla vittima di un reato di chiedere il risarcimento dei danni direttamente nel processo penale. E l’amministrazione di Lecce, in quest’occasione, di danni ne ha subiti diversi. Non solo il danno patrimoniale, consistente nel costo di ripristino dell’originario tinteggio a causa dal deturpamento del muro, ma anche il danno non patrimoniale consistente sia nella frustrazione dell’interesse collettivo”. Insomma, l’assessore si sente tirato direttamente in ballo perché del decoro urbano ne ha fatto una battaglia vera e propria e non tollera il “pessimo ritorno di immagine che riceve la città, soprattutto in considerazione della visibilità turistica di Lecce a livello nazionale e internazionale”.

“Sia chiaro, la linea dura contro gli imbrattamenti – conclude Guido -  può andare di pari passo alle politiche di sostegno e promozione dell’arte di strada, di cui il writing di qualità è espressione, ma episodi come quello di sabato, che con l’estetica della street art hanno poco a che fare, non possono essere più tollerati”.

A ben vedere, non è la prima volta che da Palazzo Carafa tuonano avvertimenti. Nel marzo del 2012 il sindaco Paolo Perrone, dopo un altro episodio, immortalato dalle videocamere, preannunciò simili provvedimenti. Quella volta, fu immortalato un gruppo di sette giovani fra Porta Napoli, la vicina chiesa di San Luigi ed il teatro Paisiello, ma non fu possibile risalire alle loro identità. Diversamente è andata questa volta, quando la pattuglia della polizia locale li ha colti sul fatto.   

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