Avvocati, nessuna intesa con il ministero: l'astensione dalle udienze continua a oltranza

Il presidente dell'Ordine, Raffaele Fatano, ha condivisi i risultati di una protesta senza precedenti, con vede il Foro di Lecce tra i pochi in Italia ad aver attuato un'astensione così radicale. Ma Giuseppe Bonsegna, delegato dell'Oua ha chiesto lo stop. Deluso il giudice Roberto Tanisi, rappresentante dell'Anm

Il tribunale di Lecce.

LECCE – Niente di nuovo sul fronte orientale, dove l’avvocatura salentina continua compatta e senza ripensamenti l’astensione a oltranza. E’ questo il verdetto quasi unanime scaturito dall'incontro odierno con cui l’Ordine degli avvocati di Lecce, riunito in un’assemblea straordinaria, ha deciso di continuare la protesta iniziata da oltre un mese. Nella sala congressi dell’hotel Tiziano, in una riunione quanto mai gremita e partecipata (con ben ventotto interventi), le toghe salentine hanno discusso dell’attività svolta in queste settimane di protesta.

La cronaca della giornata

Ad aprire l’assemblea è stato il presidente dell’Ordine, Raffaele Fatano, che nel suo lungo intervento ha condivisi con i colleghi i risultati di una protesta senza precedenti, che vede il Foro di Lecce tra i pochi in Italia ad aver attuato un’astensione così radicale e, almeno per il momento, sine die. Una protesta che ha le sue origini nel processo, lento ma inesorabile, di disfacimento della giustizia e nello svilimento di una nobile professione come quella forense. Pochi, come ha spiegato il presidente Fatano, i segnali giunti dalla politica nazionale e locale nell’ultimo mese.

Alle promesse giunte da Roma e dal neo ministro della giustizia Andrea Orlando, non sono seguite proposte fattive e possibili intese a breve o medio termine. La giustizia, nodo cruciale di un paese democratico, sembra uno degli ultimi obiettivi del governo nato sotto l’egida di Matteo Renzi. Parziale o totale disinteresse sembra poi giungere dai governatori locali, che fino ad ora non hanno risposto alla richiesta di una convocazione e di una possibile concertazione.

A proporre la sospensione della protesta è stato l’avvocato Giuseppe Bonsegna, delegato leccese dell’Oua (l’Organismo unitario dell’avvocatura), che ha spiegato i motivi delle sue recenti dimissioni da componente della segreteria. Una pausa, quella chiesta dall’avvocato neretino (da oltre un anno impegnato in prima linea contro l'irrazionale trasformazione della giustizia nostrana), per valutare eventuali proposte e controriforme provenienti dal ministero di via Arenula.

Tanti i temi al centro della protesta: dal costo della giustizia, aumentato di oltre il 50 per cento con oneri a carico dei cittadini elevatissimi, alla redistribuzione delle sedi giudiziarie e la soppressione di molte di esse (che ha portato, secondo l’avvocatura, i tempi e i costi delle esecuzioni nei confronti dei debitori ad allungarsi a dismisura). In particolare, si contesta l’aumento delle spese giudiziarie, con la marca da corrispondersi al momento dell’iscrizione della causa a ruolo, passata da 8 a 27 euro dallo scorso primo gennaio. Così facendo si finirebbe per scoraggiare l’accesso alla tutela giudiziaria da parte dei cittadini.

Per avviare un’azione civile, infatti, è necessario sobbarcarsi le spese di notifica dell’atto, contributo unificato (importo minimo 37 euro per cause di valore fino a 1.100 euro), marca da bollo da 27 euro e, quando è prevista dalla legge, mediazione obbligatoria, oltre il pagamento di altre eventuali marche per la richiesta e ritiro di sentenze, ordinanze e decreti ingiuntivi e dell’imposta per la registrazione degli stessi. Nel settore penale, inoltre, lo Stato minaccia di elevare fino a 10mila euro la sanzione pecuniaria in caso d’inammissibilità̀ del ricorso.

L’assemblea è stata aggiornata al prossimo 14 aprile. Tre settimane in cui l’avvocatura leccese dovrà fare i conti e inevitabilmente “scontrarsi” con le esigenze e i malumori di una magistratura che vede ormai paralizzata l’attività degli uffici di viale De Pietro. Il prosieguo dell’astensione a oltranza incrinerà inevitabilmente i rapporti con l’Associazione nazionale magistrati, che già si era dimostrata critica per la protesta adottata dall’Ordine (nelle modalità ma non nei contenuti). Il giudice Roberto Tanisi, rappresentante distrettuale dell’Anm, si è detto sorpreso e deluso dalla decisione adottata oggi. 

"Decisione storica"

Per l’avvocato Salvatore Donadei, del direttivo della camera civile leccese, quello di oggi “rappresenta un momento di straordinaria importanza, e, direi, senza nessuna enfasi, storico per la portata dei contenuti, per le ragioni che vengono fatte valere e per l'autonomia, di pensiero ed operativa, dimostrata dall'Ordine leccese, non solo e non tanto rispetto a tantissimi altri ordini, pure numericamente più rilevanti, ma soprattutto rispetto a quelli che sono stati, in questi ultimi giorni, i dettami delle massime istituzioni forensi nazionali”. 

Per Donadei “non basta l'invito del nuovo ministro a sedersi ad un tavolo per recedere da una posizione, sicuramente oltranzista, esasperata ed esasperante, ma che si ritiene assolutamente proporzionata alla drammaticità del momento e dello stato in cui versa l'avvocatura, sul piano locale e si quello nazionale. Ha prevalso, in buona sostanza, la dignità e la coerenza di una classe professionale da anni bistrattata a tutti i livelli”. 

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"L'auspicio, ovvio - cnclude -, è che questo enorme sacrificio dell'Avvocatura leccese porti a concreti, e ben individuati, risultati, fin dal prossimo 27 marzo, allorquando gli stati maggiori forensi saranno ricevuti dal guardasigilli Orlando; se così non dovesse essere, la recuperata Dignità non potrà essere barattata con altre chiacchiere".

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