Cronaca

"Non siamo merce nelle vostre mani": studenti in piazza contro il Miur

I ragazzi, in piazza Sant'Oronzo, hanno contestato l'accordo sull'alternanza scuola-lavoro che rischia di trasformarsi in "sfruttamento"

LECCE - L'accordo sull'alternanza scuola-lavoro stipulato presso il Miur non piace agli studenti leccesi che sono scesi in piazza per far sentire la loro voce. Ieri, 10 novembre, si sono dati appuntamenti in piazza Sant'Oronzo per issare alcuni striscioni all'altezza della sede del McDonald e della banca Intesa San Paolo: non si tratta di una scelta casuale perché le due aziende hanno firmato, al pari di molte altre società e multinazionali come Zara, Eni, Fiat Chrysler, il contestato accordo che impone ai ragazzi di alternare lo studio con prestazioni lavorative rese gratuitamente a fini formativi. 

Gli studenti leccesi hanno tenuto alcuni interventi nel centro della città. "Richiediamo il ritiro immediato dell'accordo e, qualora questo non avvenisse, boicotteremo nelle nostre scuole l'adesione al progetto. Non possiamo accettare che dei percorsi che non hanno nulla di formativo, e che si tradurranno unicamente in sfruttamento, dequalifichino ancor di più i nostri percorsi scolastici - spiegano i portavoce dell'Unione degli studenti -. Per noi l'alternanza è fondamentale ma solo se si costruisce con aziende che possano fare realmente formazione, che non sfruttano i lavoratori e che non inquinano il nostro territorio".

La manifestazione di ieri è stato solo il primo atto di una protesta che si preaccuncia lunga: la prossima tappa è programmata per il 17 novembre, quando i ragazzi torneranno in piazza per rivendicare i loro diritti e per denunciare "l'assenza di democrazia nel Paese".

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