La Provincia licenzia alcuni lavoratori stabilizzati, il Pd insorge

Ieri la giunta provinciale ha approvato la delibera che licenzia una parte dei lavoratori stabilizzati dalla precedente amministrazione di centro sinistra. Il Pd: “Gabellone centra il suo vero obiettivo: creare disoccupazione”

 

LECCE - E’ stata una battaglia durata mesi, quella condotta dai 36 lavoratori della Provincia di Lecce per impedire all’amministrazione guidata da Antonio Gabellone, di cancellare il percorso di stabilizzazione avviato nel 2008 dal governo Pellegrino. I sindacati definirono quella protesta, una battaglia per il mantenimento dei livelli minimi di sopravvivenza delle famiglie, spesso monoreddito, che se la cavavano con appena 700 euro mensili. Il sospetto, fuori dalle righe, era che il contenzioso avesse una natura del tutto politica.

Ieri, la decisione finale dell’approvazione, da parte della Giunta provinciale, della delibera che licenzia gran parte dei lavoratori stabilizzati. Il gruppo Pd commenta così: “Il centro destra, dopo quasi tre anni di terrorismo psicologico, infligge il colpo di grazia ai dipendenti stabilizzati della Provincia”.

“Dopo vari disperati tentativi che la maggioranza di centrodestra ostinatamente ha portato avanti, tacitando in certi momenti qualsivoglia discussione avviata dall’opposizione di centrosinistra a tutela dei lavoratori; - si legge in una nota - dopo aver ricorso  persino a pareri pro veritate di parte, per nascondersi dietro una fantomatica necessità di autotutela, finalmente il presidente Gabellone e la sua coalizione raggiungono il loro perfido obiettivo: creare disoccupazione”.

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“Il gruppo Pd a Palazzo dei Celestini, in questo difficile momento per i lavoratori interessati, comprendendone la loro angoscia per essere stati ormai gettati da una politica miope e senza respiro nel tunnel della disoccupazione, esprime piena solidarietà ad essi ed alle loro famiglie e continua a rivendicare la legittimità delle procedure selettive adottate dall’amministrazione Pellegrino, che con sacrifici e con una chiara volontà politica volle dare serenità e certezza professionale a 36 famiglie salentine, togliendole dal dramma della precarietà”.

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