Cronaca

Lecce, raid nelle scuole: vetri infranti e banchi rotti

La protesta studentesca ha assunto in mattinata contorni a tinte fosche. Nel mirino anche auto di docenti. Finestre e porte devastate al "Banzi", dove qualcuno s'è anche ferito. Assalti in vari licei

All'interno del "Banzi": vetri devastati.

Vandali in azione anche a Lecce. Sullo sfondo, manifestazioni e occupazioni di contestazione della riforma Gelmini. Un pretesto, per qualche centinaio di giovani oltranzisti, per fare irruzione in alcuni licei, in mattinata, provocando in qualche caso anche ingenti danni e momenti di terrore puro nei confronti dei professori e di quegli stessi alunni che avevano deciso di restare in classe per seguire le lezioni. In azione anche diverse persone a volto coperto. I ragazzi hanno usato delle bandane per celare i propri tratti somatici. Alcuni potrebbero non essere veri e propri studenti, ma agitatori infiltrati con lo scopo di provocare disordini. Un'azione che sembrerebbe studiata a tavolino, quella di questa mattina, tanto da riguardare più istituti scolastici, nell'ultimo anno già messi a dura prova da quanti riuscivano ad entrare di notte e a svuotare gli estintori. E fra qualche petardo esploso per strada, cortei, slogan e striscioni, ecco i soliti ignoti pronti a provocare incidenti.

Uno dei casi più eclatanti s'è registrato nel liceo scientifico "Banzi-Bazoli", dove alcuni facinorosi si sono lasciati andare ad una vera e propria furia devastatrice: banchi per aria, porte sfasciate, finestre infrante, portacenere per aria. Pietre contro le finestre della palestra e sfondamento delle porte anti-incendio. Suppellettili d'ogni tipo prese di mira con tanta foga, che qualcuno dei devastatori ha finito persino per tagliarsi e lasciare in giro, sul pavimento macchie di sangue. Un raid in piena regola, con lezioni in qualche caso interrotte. Un docente ha trovato la sua auto danneggiata. I ragazzi gli avevano sfondato il lunotto posteriore. Di fronte al "Banzi" sorge il "Grazia Deledda". E anche qui non sono mancati i danni. Rotto il cancello automatico, il preside ha tentato invano di acciuffare alcuni ragazzi. Sono partite diverse chiamate alla polizia, ma sembra che il numero di agenti fosse esiguo per seguire tutti i punti della città presi "d'assedio". Il caso è al vaglio dalla Digos. Letteralmente infuriati i dirigenti scolastici.

All'industriale "Marconi" aule deserte, quasi vuote anche quelle del "Galilei". Una vetrata è andata sfondata anche al "Virgilio". Studenti in strada anche al "Fermi". E pietre sono volate contro la sede del magistrale "Siciliani". Anche qui sono andati infranti alcuni vetri. Occupato il "De Pace", dove sono state rotte alcune lavagne. Qui diversi studenti si sono dissociati, ripromettendosi di pagare i danni. La protesta - al di là delle convinzioni sulla sua validità o meno -, portata avanti con vigore e colore, usando anche il web, purtroppo fa registrare anche questi episodi censurabili.

E una delle prime reazioni è stata del consigliere regionale del Pdl Saverio Congendo. "Episodi gravissimi - dice -, che denotano un'inquietante strumentalizzazione di un movimento di protesta che finora era apparso, se pur non sempre ben informato, comunque in assoluta buona fede. Mentre rivendico per tutti il diritto di manifestare liberamente per le proprie opinioni - purché ci avvenga pacificamente e nel rispetto delle leggi - non posso non denunciare quanto accaduto, che sembra riecheggiare dolorosissime vicende del passato, e sollecitare gli stessi ragazzi a prendere drasticamente le distanze da tali comportamenti anche evitando di dar loro comode esche. Altresì - prosegue Congedo, con tono particolarmente polemico - non posso esimermi dall'attendere con fiducia le doverose espressioni di condanna da quelle di figure istituzionali e dalle tante anime candide use a sdegnarsi a comando, ma sempre a senso unico, nei confronti di presunte intolleranze altrui".


Pronta la replica dell'onorevole Teresa Bellanova (Ulivo): "Le mobilitazioni e i cortei sono una risposta a chi accusa i giovani di qualunquismo, di essere disinteressati alla politica. I ragazzi e le ragazze che spontaneamente e pacificamente stanno manifestando contro il decreto Gelmini sono bene informati e sanno che i tagli apportati sono frutto soltanto di esigenze di bilancio, e di certo non mirano a migliorare la scuola. Gli studenti esercitano il diritto costituzionale al dissenso verso le scelte del Governo. C'è da chiedersi allora: chi ha interesse che gruppi di facinorosi e intolleranti, con il volto coperto e animati dal bisogno di distruzione, impediscano la protesta civile e pacifica? Quanto oggi accaduto è gravissimo, raccapricciante", aggiounge. "Se lo Stato vuole essere Stato deve impedire che un manipolo di delinquenti compia gli atti di violenza che si sono registrati oggi nella nostra città, deve individuare velocemente i responsabili. Ecco un compito precipuo delle forze dell'ordine: non impedire la protesta pacifica - conclude Bellanova -, ma smascherare questi violenti provocatori".

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