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Reddito di cittadinanza e guai con la legge, nuova pioggia di denunce

Dodici deferiti. Alcuni sono agli arresti, altri non hanno comunicato di convivere con soggetti sottoposti a misure cautelari

LECCE – Ormai i controlli non si fermano più. E nelle “rete” dei carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro finiscono altri dodici beneficiari del reddito di cittadinanza che i titoli precisi sembra proprio non li avessero, per motivi più correlati a problemi con la giustizia, personali o di congiunti.  

In un caso, il controllo è stato effettuato con i carabinieri della stazione di Calimera e ha portato a quattro denunce a carico di F.M.R.,      33enne, L.F., 31enne, L.R., 34enne e B.T., 48enne. Tutti fruitori del reddito di cittadinanza, all’atto della domanda per conseguire il beneficio avrebbero omesso di indicare la presenza nei rispettivi nuclei familiari di persone sottoposte a misure restrittive.

A Leverano, con i carabinieri della stazione locale, è stata denunciata E.T., 30enne che non avrebbe dichiarato la sua convivenza con un uomo attualmente in carcere. Mentre a Copertino, con il supporto della tenenza locale, sono stati denunciati A.D., 44enne, detenuto in carcere, e altri cinque che si trovano ai domiciliari: M.G., 51enne, C.T.F., 39enne, D.S., 67enne, N.G., 38enne e M.L.R.. Essendo colpiti – appunto – da misure restrittive, non avevano diritto a percepire il beneficio. Le carte per gli acquisti sono ovviamente state sequestrate.

Infine, a Martano, con i carabinieri della stazione locale, il Nil ha denunciato C.L., 56enne. La donna, che percepiva il reddito di cittadinanza sin dall’aprile del 2019, non avrebbe comunicato all’Inps il fatto che il figlio, che abita con lei, è sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Fatto che avrebbe determinato una riduzione degli emolumenti percepiti.

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