Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca Via Duca degli Abruzzi

Rissa e feriti nel centro storico, tre arresti. Monta la rabbia: "Si aspetta il morto?"

Dopo la "battaglia" notturna nel centro storico, la polizia, anche grazie ad un 43enne indiano, vittima a sua volta della follia di alcuni scatenati, ha identificato due afghani e un pakistano. Un altro è fuggito. Il consigliere comunale Montinaro: "Ora basta, qui è un inferno"

LECCE – Tre arresti, quattro feriti, per terra ancora i segni della battaglia notturna. Rabbia e paura sono i sentimenti con cui devono convivere da anni i residenti. Tutto già visto, tutto già lamentato in passato. Risposte concrete, però, poche e frammentarie. Via Duca degli Abruzzi e le strade vicine continuano a essere una porzione di terra di nessuno in pieno centro. E pensare che questa è la cerniera fra viale Lo Rè, la stazione ferroviaria e via Benedetto Cairoli, alcuni fra i varchi principali alla città sfavillante di sculture barocche ed eleganti locali notturni.    

Le fasi della concitata rissa sono state ricostruite nella notte. Alle prime luci dell’alba, si aveva un quadro più o meno complessivo. E s’è potuto procedere alle incriminazioni. L’arrivo delle volanti della polizia, infatti, ha permesso di bloccare alcuni fra i principali “attori” del set improvvisato. Nulla a che vedere con la commedia di Fernan Ozpetek, che si gira proprio oggi davanti all’Arco di Prato. In via Duca degli Abuzzi, ad andare in scena, un dramma a soggetto in un atto unico, senza ciak, regista e telecamere.

La prima volante ha fermato due stranieri, nei pressi della “Caffetteria Duca”. Si tratta di Mostafa Nasri, di Loghar, città dell’Afghanistan, 19enne, e di un suo connazionale, Naveed Cul, 21enne di Kabul. Impossibile non notarli, perché completamente ricoperti di sangue. Il primo ne perdeva in abbondanza dall’orecchio e dall’avambraccio sinistro. Il secondo aveva una vistosa ferita al collo. Proprio Cul, notati gli agenti, avrebbe subito gettato in terra una bottiglia di birra in vetro, rotta, intrisa di sangue. Bottiglia, per inciso, che s’è accatastata in mezzo ad un cuscinetto di altri vetri in frantumi sull’asfalto. Tutti i resti delle armi improprie usate nella contesa.

I due giovani afghani hanno spiegato ai poliziotti di essere amici. E di aver avuto una discussione molto animata, per futili motivi, con un pakistano. Questi, si era rifugiato nel bar. Identificato per Zulqarnain Haider, 20enne di Lahore, anch’egli aveva addosso i segni della rissa: maglietta strappata e leggermente sporca di sangue.

I sanitari del 118, giunti con più ambulanze, hanno trasportato i due giovani afghani presso il pronto soccorso dell’ospedale “Vito Fazzi”. Nasri ha riportato una prognosi di dieci giorni ed è stato dimesso. Cul è rimasto ricoverato presso nel reparto di neurochirurgia per un trauma cranico. Il pakistano Haider, invece, è stato trasportato presso il pronto soccorso di Copertino (e non di Galatina, come indicato in un primo momento, Ndr), da dove è stato poi dimesso, sempre con una prognosi di dieci giorni.

Per fare maggiore chiarezza sull’accaduto, però, è stato necessario sentire un testimone in particolare. Si tratta di un malcapitato 43enne indiano, che ha avuto la sventura di finire nel posto sbagliato, al momento sbagliato. Già soccorso da un’ambulanza, ha rimediato un profondo taglio sulla mano destra. Fuggito, ha trovato riparo proprio davanti alla questura, nella vicina viale Otranto. Agli agenti, l’uomo ha fornito una versione accurata di quanto visto e subito. Ha raccontato di essersi recato, poco prima, insieme al figlio minore in via Duca degli Abruzzi, presso un supermercato, per alcuni acquisti, a bordo della sua auto, parcheggiata nelle vicinanze. E di aver subito notato una rissa. In particolare, tre ragazzi intenti a pestarne un altro. Segno, se confermata del tutto questa versione, che almeno uno dei partecipanti alla rissa è riuscito a dileguarsi. Per logica, potrebbe trattarsi di un altro afghano.  

Tant’è. Durante la lite, stando a quanto dichiarato dall’indiano, nella frenesia della mischia, i quattro si sarebbero spostati proprio davanti alla sua auto. Uscitane ammaccata sulla fiancata posteriore sinistra, con tanto di scollamento del paraurti posteriore. Per evitare di essere coinvolto oltremodo, tanto più che aveva il figlio con sé, il 43enne avrebbe subito fatto rientro in auto, per andare via, facendo però segno ai quattro di spostarsi con la mano. Un gesto istintivo, e che però gli ha procurato un serio problema: è rimasto colpito con forza sulla mano destra da uno di loro, con una bottiglia di vetro rotta. Ferito, l’indiano è scappato ed ha raggiunto la questura, chiedendo l’intervento del 118 e della polizia. Ha riportato lesioni giudicate guaribili in otto giorni. A carico dei due afghani e del pakistano sono scattati gli arresti domiciliari. Nei prossimi giorni la Divisione immigrazione analizzerà gli aspetti amministrativi riguardanti il loro permesso di soggiorno.

rissa (2)-2-2Tutta la vicenda riapre per l’ennesima volta la ferita mai rimarginata del disagio vissuto dai residenti. La questura invia spesso volanti per pattugliare l’area, specie di sera e di notte. E’ noto che qui si ritrovino senegalesi, pakistani, afghani, marocchini e indiani. Che l’alcool scorra a fiumi. E che spesso si vengano a creare problemi di convivenza. Ma ciò che i più richiedono è una soluzione definitiva.

Del malessere “di cittadini e turisti che giungono dalla stazione”, questa mattina, si fa portavoce l’avvocato e consigliere comunale di Grande Lecce, Daniele Montinaro, che in zona ci abita. Il suo, solo uno degli ultimi richiami a quell’amministrazione comunale che pure sostiene.

“Ora basta, qui è un inferno. E il problema riguarda anche via De Argenteris e altre strade, percorse anche da visitatori che arrivano a Lecce in treno. Più volte mi sono rivolto, nel tempo, al comandante della polizia municipale e all’assessore al Traffico. In quella zona – dice – urge necessità un pattugliamento più costante, ad ogni ora. Così come ci vogliono più telecamere funzionanti anche nei vicoli. Senza considerare tutte le altre necessità, come la riparazione di strade e basolato”. Ma quest’ultimo, è un aspetto che forse, al momento, passa in secondo piano.

“E’ una situazione di guerra totale e quotidiana”, dice ancora il consigliere Montinaro, senza mezzi termini. “Si usano i vicoli come bagni pubblici e spesso i residenti ritrovano le auto rotte dopo risse e atti vandalici. Qui si assembrano persone ubriache tutto il giorno – rimarca -, e la situazione diviene sempre più pericolosa. Spiace aggiungere, inoltre, che con l’installazione nella zona della Casa della carità, il quadro, negli ultimi anni, è peggiorato. Insomma – conclude -, stiamo davvero aspettando il morto?”  La notte scorsa, di certo, si è andati vicini. 

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