Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

"Lecce (s)bavaglio": tutti in piazza contro ddl Alfano

Il capoluogo salentino si mobilita contro il ddl Alfano sulle intercettazioni e dice no alle limitazioni dell'informazione: per le vie di Lecce sfilano universitari, giornalisti e cittadinanza attiva

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LECCE - Lecce si unisce idealmente alle manifestazioni in tutta Italia contro il disegno di legge Alfano, ormai noto come la "Legge bavaglio" sulle intercettazioni: una mobilitazione che si snoda anche tra le vie del capoluogo salentino, per ribadire a chiare lettere il proprio si alla libertà d'informazione e il no netto ad ogni forma di ostacolo, culturale o pratico al lavoro di magistrati e giornalisti, nel nome della autentica sicurezza che può passare solo da un'autentica ed integrale comunicazione.

"Lecce (s)bavaglio" è un'iniziativa, che si colloca nel solco della difesa di uno dei principi fondamentali sanciti dalla Costituzione. La manifestazione, organizzata dagli studenti dell'Università del Salento, in occasione della giornata indetta dalla federazione nazionale della stampa italiana contro il ddl incriminato, è partita alle 18 da Porta Napoli a Lecce. L'evento si svolgerà in due momenti: il colorato corteo, che in queste ore, sta attraversando la città, passando da Viale dell'Università, Porta Rudiae, Viale Gallipoli, Via Duca degli Abruzzi, Piazzetta Caduti sul Lavoro e con il ritorno a Piazzetta Rizzo, dove si concluderà il percorso e dove verrà distribuito materiale informativo relativo al ddl in questione.

Alle 20 avrà inizio il secondo momento della manifestazione, dove proseguirà l'opera informativa attraverso la lettura e l'esposizione di testi e opere di varia origine, inerenti all'argomento oggetto dell'appuntamento, e con la partecipazione di chiunque voglia offrire il proprio contributo espressivo, per dar voce a quello che rischia di essere il "massacro della libertà". Del resto, le limitazioni all'informazione sono ormai notorie e fortemente penalizzanti del diritto di cronaca. Dentro il danno, c'è anche la beffa di chi come qualche senatore ha pubblicamente confidato ha spiegato che il divieto di pubblicare intercettazioni è un favore fatto ai giornalisti, per incitarli a quelle "belle inchieste di una volta", rinunciando al "copia e incolla" giudiziario che li avvilirebbe professionalmente. In buona sostanza, c'è chi ha persino il coraggio di sostenere questa scelta per il bene della categoria.


Lecce, i giovani universitari e i giornalisti hanno dato stasera la propria risposta: il disegno di legge Alfano non lo vogliono, esattamente come non vorranno mai alcuna forma di bavaglio o intoppo al diritto dell'informazione, che equivarrebbe a colpire direttamente la Costituzione.

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