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Foto di repertorio.

Foto di repertorio.

Palpeggia ragazza, inseguito dal padre perde il cellulare. E viene identificato

È successo nei giorni scorsi a Lecce, nel rione San Pio. Gli agenti delle volanti sono riusciti a risalire a un uomo tunisino, domiciliato nell'hinterland, grazie allo smartphone caduto nella fuga. Risponde di violenza sessuale

LECCE – Il telefono rivelatore. È stato proprio un cellulare a inchiodarlo. L’ha perso nella corsa disperata, quando s’è trovato alle calcagna il padre inferocito della ragazza che aveva appena molestato allungando le sue mani sul seno. 

Custode di mille segreti, e quindi complice per definizione, lo smartphone l’ha tradito nel momento in cui è finito in mano ai poliziotti. Ed è stato un bene, perché, in caso contrario, quell’uomo l’avrebbe fatta quasi sicuramente franca. Sarebbe stato davvero molto difficile rintracciarlo, una volta volatilizzatosi nel buio. Si tratta di una vicenda ancora inedita, sebbene risalente diversi giorni addietro, raccontata per la prima volta da LeccePrima.

Il palpeggiamento e la fuga

Chissà cosa sarà passato quella sera per la testa ad A.D., 37enne di origine tunisina, da diversi anni ormai in pianta stabile nel Salento. Erano grossomodo le 22,30 di sabato 5 settembre. Stava percorrendo una via del rione San Pio di Lecce (omettiamo quale, per evitare che sia facilmente identificabile la vittima, Ndr), quando ha visto una ragazza affacciata a una finestra, al pian terreno.

È stato un attimo. Passandole accanto, all’improvviso le ha palpeggiato il seno, provocando – ovviamente – un’immediata reazione di sconcerto. La vittima, una leccese non ancora 20enne, ha iniziato a urlare, e dato che suo padre era in casa, si è fiondato subito verso l’esterno. Il tunisino forse non se l’aspettava, così si è trovato da un momento all’altro a passare dalle vesti di aggressore a quelle di inseguito, con il rischio di prenderele di santa ragione.

La rapida svolta grazie al telefono caduto  

L’uomo ha provato a stargli dietro, mentre già partivano le chiamate al 113, ma il 37enne è riuscito a sgattaiolare in mezzo a quel dedalo di vie, tipico del rione, e a far perdere le tracce. Pochi istanti dopo, ecco sopraggiungere sul posto, a sirene spiegate, anche due auto di pattuglia delle volanti della questura.

Rintracciare il molestatore non è stato possibile, almeno nell’immediatezza, ma, sul marciapiede, nel tratto dell’inseguimento, c’era la soluzione al problema: il cellulare dell’uomo, caduto nella rocambolesca ritirata. Ogni tanto, un po' di fortuna non guasta, nelle indagini. La vittima ha sporto subito denuncia e sono iniziati gli accertamenti sul quel telefono, finito sotto sequestro. Accertamenti che, in breve, ovvero lunedì 7 settembre, hanno condotto alla vicina San Donato di Lecce, dov’è domiciliato il suo utilizzatore. E il 37enne, una volta identificato, è stato indagato per violenza sessuale.  

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