Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Sciopero generale dei sindacati europei. Per il lavoro, contro l’ austerità

A Lecce è previsto un sit-in dei lavoratori davanti alla prefettura. Allarmanti i dati relativi al ricorso agli ammortizzatori sociali in provincia, mentre manca la copertura per rifinanziare la cassa in deroga

Foto di archivio

 

LECCE - Si terrà domani la prima mobilitazione dei sindacati europei. Sono 23 su 27 i Paesi che manifesteranno contro la politica dell’austerità che, a loro dire, sta portando tutto il continente europeo al declino e per il sostegno al lavoro, contro una disoccupazione che ha raggiunto tetti record. Quattro i Paesi in cui si è scelto lo sciopero generale: Italia, Spagna, Portogallo e Grecia. Le conclusioni del documento della Ces, il comitato dei sindacati europei, sono un doppio elenco: “quello che rifiutiamo e quello che proponiamo”. Il secondo ben più lungo del primo, a riprova del fatto che “una protesta contro la condizione esistente ha l’obiettivo di lanciare con forza le proposte per cambiare in meglio una situazione ormai insostenibile”.

Nello spirito della decisione assunta dalla Ces, il 14 novembre dovrà essere l'avvio di una lotta europea di portata ampia e di lunga durata, in grado di cambiare concretamente l'agenda dei governi nazionali - a partire da quello italiano - e delle istituzioni comunitarie.

Secondo la Ces, “è indispensabile innanzitutto ricostruire una solidarietà tra i cittadini europei affinché le rivendicazioni siano sempre più forti, come la lotta allo smantellamento dello stato sociale, alla flessibilità del mercato del lavoro, alla privatizzazione dei servizi pubblici, alla pressione sul ribasso dei salari, alla diminuzione delle pensioni”.

A Lecce, la Cgil terrà un presidio dei lavoratori davanti alla prefettura, mentre a conclusione della manifestazione sarà consegnato il documento con le rivendicazioni dei sindacati europei e saranno riportati all’attenzione del governo le emergenze del territorio della provincia di Lecce.

In particolare  i dati sulla cassa integrazione non fanno altro che confermare le fosche previsioni dell’Istat per il prossimo anno che prevedono un calo della domanda interna e un aumento della disoccupazione fino all’11,4 percento. Nel Paese prosegue la drammatica sequenza di numeri negativi, “in un declino iniziato da anni, e che le scelte, anche di questo Governo, non hanno invertito”, denuncia il sindacato. “Manca una politica per il sostegno al lavoro, manca una politica per lo sviluppo dell’industria, manca una visione di prospettiva per il Paese. – aggiunge  - Per l’immediato, servono ancora decisioni del governo a sostegno dell’emergenza crisi e occupazione, che è purtroppo in fase di aumento, e se non sarà garantito anche un prolungamento delle regole attuali sulla cassa integrazione, ci troveremo con un aumento considerevole, oltre le previsioni dell’Istat, sulla disoccupazione per i prossimi anni”.

Così come occorre che sia rifinanziata la cassa in deroga, “in considerazione che sono molti i lavoratori che stanno nella situazione di non avere più la copertura perché esaurita, degli attuali strumenti a disposizione, e sia perché la diffusione della crisi tra le piccole attività e nei servizi sta mordendo alla pari se non di più dei settori industriali”.

Cgil rivendica una maggiore giustizia sociale nel definire una politica fiscale che sia un vero sostegno al reddito per i lavoratori, i pensionati e i soggetti più deboli, se si vuole favorire una ripresa della domanda di beni e servizi.

E la realtà dei numeri non perdona: confrontando il periodo gennaio-ottobre 2011 e 2012, emerge che in provincia di Lecce la cassa integrazione ordinaria e straordinaria continua ad aumentare in tutti i settori, ad esclusione del comparto dell’energia elettrica e del gas, unico a non essere attualmente investito dal problema. Così come la cassa integrazione in deroga è aumentata del 28,93 percento.

Numeri vertiginosi, che superano i 12 milioni di ore complessive di cassa integrazione autorizzate nel nostro territorio, di cui quasi 5 milioni sono ammortizzatori in deroga: un sostegno vitale per migliaia di lavoratori che dal 31 dicembre si ritroveranno sull’orlo di un precipizio. “Quasi tutte le vertenze che ogni giorno vediamo sulle strade della nostra città sono interessate dal problema della mancata copertura finanziaria da parte del governo per prolungare il periodo degli ammortizzatori sociali in deroga. – conclude Cgil - Il futuro imminente che si prospetta davanti a tutti noi è allarmante e occorre trovare immediatamente una soluzione per scongiurarlo”.

 

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