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Lecce, viale Marche.

Lecce, viale Marche.

S’impossessa di una Vespa con l’inganno e poi tenta scippo a una donna

È successo in viale Marche. Si cerca un giovane sui 20 anni. Sottratto il mezzo a un minorenne, ha provato il successivo colpo

LECCE – “Mi ha portato via la Vespa”. “Ha tentato di scipparmi la borsetta”. Le vittime si sono presentate in questura quasi contemporaneamente. Uno lamentava di aver subito il furto del mezzo a due ruote, con una sorta d’inganno; l’altra un tentativo di scippo della borsetta. Tentativo, per fortuna, andato a vuoto. E, comunque, perpetrato sempre con quella Vespa. Ma questo si sarebbe capito solo dopo un confronto incrociato fra gli elementi: colore del mezzo e descrizioni, soprattutto, del soggetto da ricercare. E ora è caccia al giovane che, nel primo pomeriggio di un’altrimenti tranquilla domenica di metà settembre, ha provocato scompiglio nel centro Lecce.

Tutto si è consumato in un arco temporale piuttosto breve, fra le 15 e le 15,30 circa. Stando alle ricostruzioni svolte dalla sezione volanti della polizia, la vicenda ha preso piede quando un giovane, che potrebbe avere una ventina d’anni, si sarebbe avvicinato a ragazzino, non ancora maggiorenne, fingendosi attratto dalla sua Vespa. Sicuramente già sapendo che uso fare di quello scooter, il furbastro potrebbe aver fatto leva sul più indifeso ragazzino, adulandolo e contemporaneamente intimidendolo, con la scusa di voler provare il mezzo a due ruote. Sembra che il minorenne non conosca affatto quel giovane, ma che alla fine abbia ceduto, prestandogliela per una corsa. Che, però, è stata senza ritorno. Sparito all’orizzonte.

Motivo? Aveva bisogno di qualcosa su cui muoversi agevolmente per fare bottino. E così, in viale Marche, quindi nemmeno distante dalla questura, quando ha adocchiato una donna, ha tentato di sottrarle la borsa. Erano le 15,30 circa e in giro, a quell’ora, non doveva esserci molta gente. Tutto è però rimasto solo nelle intenzioni, perché la vittima è riuscita a sottrarsi dal borseggio e, a quel punto, il malvivente è stato costretto a svignarsela a tutto gas.

Dato che abbastanza vicina alla questura (l’edificio si trova in viale Otranto, proprio all’incrocio con viale Marche) la donna si è recata a passo svelto direttamente negli uffici per denunciare l’episodio. E quando poco dopo è arrivato il ragazzino vittima del raggiro (di fatto un furto vero e proprio), accompagnato dal padre, tutto è stato più chiaro. E il ricercato? Non avendo nemmeno un casco, l’autore del furto e del tentativo di scippo è stato costretto ad agire a volto scoperto. E, grazie alle descrizioni convergenti delle due vittime, non si dispera che possa essere identificato.

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