Nessuna notizia dal 7 febbraio: si teme il naufragio per trenta migranti asiatici

A denunciarlo Giovanni D'Agata, presidente dello Sportello dei diritti, il quale chiede che vengano avviate le ricerche per dare una risposta ai parenti che da giorni vivono nella più profonda angoscia non avendo ricevuto più alcuna notizia. Quel giorno nel Salento approdò una sola barca

Foto di repertorio.

LECCE - Si teme il naufragio per una trentina di migranti di origine asiatica che lo scorso 7 febbraio sarebbero partiti dall'altra sponda del Canale d'Otranto. Quel giorno, sulle coste del Salento, e nello specifico nella zona di Torre Vado, è giunta una sola imbarcazione. A bordo si trovavano ventotto persone. A partire senza mai approdare sulla terraferma, però, sarebbero stati anche altri migranti. Ma della seconda imbarcazione non s'è mai avuta traccia.

A denunciarlo Giovanni D'Agata, presidente dello Sportello dei diritti, il quale chiede che vengano immediatamente avviate le ricerche per dare una risposta ai parenti che da giorni vivono nella più profonda angoscia non avendo ricevuto più alcuna notizia.

Nei giorni scorsi, infatti, alcuni parenti dei migranti dei quali non si ha più un contatto da quell'ormai lontano 7 febbraio, si sono rivolti alla responsabile del settore immigrazione dell'associazione, Rosi Bove D'Agata, la quale si è attivata affinché fossero informati immediatamente il Consiglio italiano rifugiati, l'Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati e le forze di polizia marittime. Al momento, però, non si ha avuto alcun riscontro.

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"Chiediamo a gran voce di avviare immediatamente le ricerche per conoscere che fine abbiano fatto questi poveri migranti colpevoli solo di aver tentato l'ennesimo viaggio della speranza alla ricerca di un futuro migliore, ed al fine di togliere ogni dubbio che non si tratti dell'ennesima tragedia del mare", dice Giovanni D'Agata. Dopo quell'episodio, s'è registrato soltanto un secondo sbarco, che risale alla fine di febbraio. Poi, più nulla.

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