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Cronaca Centro / Viale Michele de Pietro

Caso Cospito, “auspici” di morte per il ministro Nordio sul muro della scuola

La scritta apparsa sul muro di cinta della succursale del "Calasso" di Lecce, nei pressi della Villa comunale e non lontano dal tribunale. Sul posto è intervenuta la Digos

LECCE – “Nordio boia speriamo tu moia”. Questa la scritta (testualmente, con il verbo declinato al congiuntivo nella forma arcaica e ancora in voga nelle parlate popolari) accompagnata dal simbolo dell’anarchia, realizzata a Lecce forse nella notte e che è stata segnalata alla questura.

La scritta, con spray nero, è apparsa in viale Michele De Pietro, quindi non molto lontano dal palazzo che ospita il tribunale penale. Per la precisione, è stata composta sul muro di pertinenza della succursale dell’istituto d’istruzione secondaria superiore “Francesco Calasso” (il cui ingresso è in via Giuseppe Garibaldi), in corrispondenza del campo di calcetto, quindi quasi all’incrocio con vicolo Mondo Nuovo, uno degli accessi al centro storico. Prima che fosse cancellata, vi è stato un sopralluogo della Digos.

L’attacco al ministro della Giustizia Carlo Nordio, ovviamente, è in riferimento al 41 bis e al detenuto Alfredo Cospito in sciopero della fame per protesta contro il regime di carcere duro, vicenda che sta infiammando e praticamente monopolizzando il dibattito politico a livello nazionale. Quella di Lecce, in ogni caso, solo una goccia nel mare delle iniziative che si stanno moltiplicando. Basti pensare che proprio in queste ore, a Roma, dove la situazione è incandescente (specie nella città universitaria, dove si sono state anche occupazioni), sono apparsi manifesti con volti e nomi di esponenti delle istituzioni e della magistratura e la scritta: “Chi sono gli assassini di Alfredo Cospito”.

I precedenti

Tornando nel Salento, non è la prima volta che compaiono simboli e scritte di matrice anarchica, o che vengono perpetrati danneggiamenti, sempre in riferimento ad Alfredo Cospito. Le prime che probabilmente siano mai apparse, sono state anche quelle che hanno destato più indignazione, perché realizzate a Calimera, comune che diede i natali ad Antonio Montinaro, caposcorta del giudice Giovanni Falcone, morto nella strage di Capaci. Sono state scoperte a novembre del 2022, proprio nel 60esimo anniversario della nascita di Montinaro.

Solo qualche giorno dopo, altre scritte più esplicite, cioè in alcuni casi citando proprio Alfredo Cospito, sono comparse in diversi punti di Lecce. Infine, un’altra iniziativa di matrice sempre presumibilmente anarchica, a giudicare dalle scritte di accompagnamento, risale ai primi di dicembre, quando diverse colonnine per l’erogazione di energia per le auto ad alimentazione elettrica sono state bloccate usando schiuma espansa.

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