Cronaca Stadio / Viale Aldo Moro

Scritte contro l’identità digitale sull’Ufficio anagrafe, nuovo raid dei Guerrieri Vivi

L'incursione nella notte in viale Aldo Moro. Sul posto volanti, scientifica e Digos. A giugno vi è già stato un episodio analogo, dopo la svolta del gruppo che era partito contestando i vaccini

LECCE – “Useranno la tecnologia per ridurci in prigionia”. Ancora: “Spid e ID non soluzione ma digitale prigione”. E poi, con una piccola variante iniziale: “Agenda 2030 non soluzione ma solo digitale prigione”. Più altre scritte che inneggiano alla lotta per “libertà e diritti concessi a tutti”, il tutto accompagnato da simboli e sigle che indicano gli autori, gli ormai soliti Guerrieri Vivi che Lecce e provincia hanno imparato a conoscere durante la pandemia da Covid, visto che inizialmente la battaglia era contro i vaccini e che ora si è spostata sul versante dell’identità digitale.

Al netto di qualche refuso dettato sicuramente dalla fretta di colpire e fuggire, quella avvenuta nella notte è stata una delle incursioni che più ha lasciato il segno, sia per il numero e l’ampiezza delle scritte con la solita vernice spray rossa, sia per il luogo, scelto non certo in modo casuale: le pareti dell’Ufficio anagrafe del Comune di Lecce, in viale Aldo Moro. E non solo, verrebbe da aggiungere, perché l’ampio condominio, privato, ospita fra gli altri, anche l’Ufficio ambiente, le Dogane, più ambulatori medici, assicurazioni e molte altre attività pubbliche e private.

Il raid dei Guerrieri Vivi

Un primo assaggio della svolta del gruppo verso una nuova campagna si è avuta nel giugno scorso, quando frasi a effetto hanno fatto la loro comparsa sulle pareti esterne della sede distaccata della Provincia di Lecce, in via Ulderico Botti. Nella notte appena trascorsa, un nuovo raid a colpi di bombolette.

Sul posto si sono diretti, nella mattinata, volanti di polizia, scientifica per i rilievi e Digos. Quest’ultimo reparto si occuperà delle indagini, andando a inserire l’episodio in questione nel fascicolo che già accorpa decine di altri casi. Si stanno cercando telecamere che possano aver ripreso qualcosa, ma non sembrano esservene, quantomeno nelle immediate vicinanze del luogo in cui hanno materialmente agito i Guerrieri Vivi.

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