Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Veleni e accuse in rettorato, i sindacalisti convocati in Procura come parti offese

Il pm Guglielmi domani Manfredi De Pascalis e Tiziano Margiotta. Hanno consegnato nelle mani degli inquirenti memoriali e registrazioni in cui si evidenzierebbe come l'Università fosse governata attraverso promesse di vario tipo

LECCE – Saranno ascoltati domani, dal sostituto procuratore Paola Guglielmi, Manfredi De Pascalis e Tiziano Margiotta, i due sindacalisti che hanno attraverso alcuni esposti hanno dato il via a una nuova inchiesta giudiziaria scuote l’Ateneo del capoluogo salentino. I due, in qualità di parti offese, hanno già consegnato nelle mani degli inquirenti corposi memoriali e registrazioni audio in cui si evidenzierebbe come l’Università del capoluogo salentino sia stata governata attraverso promesse di denaro e trasferimenti.

Un Ateneo in cui, secondo quanto rivelato dai due denuncianti, le divergenze sarebbero state appianate attraverso una sorta di contrattazione continua, anche di natura economica. Alleanze e patti siglati sulla base di facili carriere e guadagni, con l’obiettivo di ottenere consenso ed evitare critiche o relazioni negative. Dalle registrazioni allegati al fascicolo d’indagine emergerebbe che, per chi non aderiva, come Margiotta, sindacalista Uil “puntiglioso” e battagliero, alla carota delle promesse sarebbe subentrato un bastone fatto di minacce, pressioni e perfino querele. Tutto per ammorbidire un nemico e renderlo amico.

Le registrazioni sono state trascritte nell’ambito di una consulenza affidata all’ingegnere Luigina Quarta, ora al vaglio degli inquirenti. Una nuova consulenza dovrebbe riguardare alcune pc in dotazione all’Ateneo salentino.

Dopo l’esposto presentato da Luigi Melica, docente di diritto costituzionale, nei confronti del rettore Domenico Laforgia, per presunte pressioni esercitate dal magnifico nell’ambito delle sedute del senato accademico, la Procura della Repubblica ha aperto un nuovo fascicolo d’indagine a carico dell’ex direttore generale dell’Università del Salento, Emilio Miccolis. Le ipotesi di reato a carico di Miccolis sono di abuso d’ufficio e violenza privata.

 “Cosa fece il signore? Fece ammazzare l’agnello più buono, per il figlio che era ritornato dal padre. Tu, nel momento in cui farai l’atto di fedeltà a me, crescerai”. E’ questo uno degli stralci delle registrazioni contenute nell’esposto presentato il 5 ottobre in Procura da Margiotta.

Un “tutti contro tutti” che rischia di travolgere l’ateneo salentino, già scosso dall’indagine sul rettore. Quella sul magnifico rimane un’inchiesta parallela da cui, comunque, non sembrerebbero emergere elementi tali da sostenere un’accusa o qualsivoglia ipotesi di reato. Più complessa la vicenda Miccolis: gli inquirenti stanno passando al setaccio le registrazioni e le carte dell’inchiesta.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Veleni e accuse in rettorato, i sindacalisti convocati in Procura come parti offese

LeccePrima è in caricamento