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Cronaca

Linea guasta, aria irrespirabile: soccorsi atleti di boccia paralimpica

Disavventura per i ragazzi della Lupus 2014 di Lecce. Il treno da Roma s'è fermato tre volte: niente corrente e aria condizionata, colpiti da malesseri. A Fasano sono arrivati i vigili del fuoco

LECCE – Una disavventura davvero sgradevole che loro, gli atleti della Lupus 2014, hanno però superato come sempre con l’indomito spirito dei guerrieri. Fra i principali interpreti italiani di una disciplina, la boccia paralimpica, che si sta facendo sempre più strada (di recente ha fatto la sua parte anche alla prima gara nazionale del 2022, svoltasi a Cinisello Balsamo) domenica sera, mentre erano di rientro da Roma, si sono trovati invischiati in un disagio molto serio.

Alla base di tutto, un guasto alla linea elettrica, che ha comportato un notevole problema per i passeggeri in viaggio su vari treni diretti, fra l’altro, anche a Lecce. E visto che la colonnina del termometro è in questi giorni in salita e che proprio domenica è arrivata un'ondata violenta di caldo, i malcapitati a bordo dei convogli hanno vissuto ore davvero poco piacevoli che, nel caso degli atleti disabili salentini sono state quasi drammatiche. Tanto che, a un certo punto, è stato necessario chiamare i vigili del fuoco.  

Il treno sul quale viaggiavano i ragazzi della Lupus si è fermato per ben tre volte lungo il percorso da Roma a Lecce. E, una volta che il convoglio ha raggiunto la stazione ferroviaria di Fasano, su richiesta della responsabile dell’associazione sportiva, il capotreno ha chiamo i vigili del fuoco. I ragazzi, infatti, si trovavano su una carrozza senza corrente elettrica e aria condizionata e con i servizi igienici fuori uso. E così, hanno iniziato ad accusare malesseri per mancanza di ricircolo d’aria. Dopo varie sollecitazioni, le porte sono state bloccate in apertura dal capotreno perché la temperatura stava diventando pesante.

La situazione è migliorata con l’arrivo dei vigili del fuoco inviati dal comando provinciale di Brindisi. Gli operatori hanno assistito i quattro atleti leccesi, trasportandoli dalla carrozza guasta a un’altra, decisamente più adeguata ad accoglierli, fino al termine del viaggio.

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