Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Università, il Tar blocca il bando per il nuovo direttore generale

Nuovo tassello nella bufera giudiziaria in Ateneo. Accolto il ricorso presentato tramite l'avvocato Daniele Montinaro da Emilio Miccolis, che aveva ritirato le dimissioni. Fissata per il 9 gennaio 2013 la camera di consiglio

LECCE – C’è una novità sul fronte dell’infinita querelle nell’Università del Salento che, per ora, segna un punto a favore del dimissionario (con successivo dietrofront) direttore generale Emilio Miccolis. La sezione di Lecce del Tar di Puglia, infatti, ha accolto il ricorso presentato dal legale di Miccolis, l’avvocato Daniele Montinaro, sulla richiesta di sospensione dell’avviso pubblicato il 26 novembre scorso, che dava avvio alla procedura per la scelta del nuovo direttore generale. Il presidente ha anche fissato la data per la camera di consiglio per la trattazione collegiale, il 9 gennaio 2013.

Prima di emettere la decisione, il presidente del Tar, Antonio Cavallari, ha tenuto conto della memoria depositata dall’Avvocatura dello Stato per conto dell'Università del Salento e degli altri atti citati dall'avvocato Montinaro, compreso il decreto con cui il magnifico rettore, Domenico Laforgia, aveva accettato le dimissioni di Miccolis.

Il quadro, tra l’altro, è anche più complesso, perché i presunti vizi sollevati davanti al Tar saranno oggetto, nelle prossime settimane, di un ulteriore ricorso presso il giudice del lavoro con il rischio di una richiesta di risarcimento danni milionaria.

La vicenda che ha portato nella tempesta l'Università del Salento è nota. Prima la pubblicazione di stralci di registrazioni di colloqui molto riservati tra l'ex alto funzionario e due sindacalisti, poi il decreto di sospensione cautelare emanato dal rettore e la delibera del Consiglio di amministrazione in cui si sollecitavano le dimissioni, rassegnate poi volontariamente il 24 ottobre, infine la pubblicazione del bando di reclutamento, nonostante il passo indietro di Miccolis.

Emilio Miccolis-2Tutto questo, passando da alcuni passaggi intermedi, nelle sedute di Senato accademico, organo il cui parere è obbligatorio per decidere delle sorti del direttore generale, intercorse durante l'evolversi degli eventi. Nelle pieghe di questi passaggi, Miccolis ritiene di essere stato estromesso secondo una procedura illegittima e per questo ha deciso di adire le vie della giustizia amministrativa.

Per l’avvocato Montinaro, “il decreto presidenziale è stato dettato, evidentemente dall’estrema gravità ed urgenza rappresentata in ricorso in relazione alla procedura di avviso pubblico”. Secondo il legale che rappresenta Miccolis, se il concorso fosse stato esperito, “avrebbe evidentemente procurato un grave danno sia al ricorrente, sia all'amministrazione universitaria, che avrebbe visto concludersi un procedimento amministrativo, a mio parere illegittimo sotto svariati profili, e che avrebbe anche creato in capo ad eventuali concorrenti o vincitori una legittima aspettativa con all'orizzonte il prospettarsi di eventuale ulteriore contenzioso”.

Va considerato che il consiglio d’amministrazione giusto ieri aveva respinto la richiesta di reintegra di Miccolis nel ruolo di direttore generale, alla presenza di cinque componenti su nove e con un astenuto. 

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