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Venerdì, 3 Febbraio 2023
Cronaca

Chili di eroina e sostanza da taglio nel box, quasi nove anni a testa

Marco Franchini, 48enne, e Fabio Marzano 53enne, di Lecce, condannati in abbreviato. L'anno scorso il blitz della Squadra mobile che portò al rinvenimento dell'ingente quantitativo di droga

LECCE – Quasi nove anni a testa (otto anni, dieci mesi e venti giorni), praticamente oltre uno per ogni chilo di eroina trovato in loro possesso. È la condanna emessa con rito abbreviato dalla giudice Silvia Saracino a carico di due leccesi,  Marco Franchini, 48enne, e Fabio Marzano 53enne, arrestati nel tardo pomeriggio del 15 marzo dello scorso anno dai poliziotti della Squadra mobile, al termine di una lunga indagine svolta con appostamenti. E bene è persino andata ai due, se si considera che il rito abbreviato consente di godere dello sconto di un terzo della pena e che fra recidiva e aggravante dell’ingente quantità, il pubblico ministero inquirente, Luigi Mastoniani, aveva invocato ben dodici anni a testa.

Il blitz della polizia

Il blitz fu portato a termine dagli investigatori della Squadra mobile in collaborazione con la Sezione volanti e con le unità  cinofile dell’Ufficio scalo aereo e marittimo di Brindisi, che portarono con sé il cane Udor, dal fiuto ben esercitato a scovare droga. E furono ben 7 chili e 882 grammi di eroina quelli trovati dopo una certosina perquisizione, a quali aggiungere anche voluminosi carichi di sostanza da taglio.

Tutto nacque da osservazioni dei movimenti di Marzano, ben noto per i suoi trascorsi, che da diverso tempo si aggirava in modo a dir poco sospetto in via Archimede. E non certo inosservato passò il fatto che in zona abitasse anche un altro personaggio ben noto, per l’appunto Franchini.

Dopo diversi giorni di pedinamenti, scattò il controllo vero e proprio, quando i poliziotti, appostati, videro Franchini rientrare in auto. Fermato per un controllo, si dimostrò subito molto nervoso e preoccupato. Primo segnale che probabilmente i poliziotti ci avevano visto giusto. Il riscontro, durante una serie di perquisizioni: in casa furono trovati 2.390 euro in banconote di vario taglio, mentre dal garage attiguo all’abitazione spuntarono una busta di plastica contenente dieci sacchetti di cellophane con 5 chili e 74 grammi di eroina, un’altra con 7,86 grammi di ulteriore stupefacente, ma soprattutto una con 2 chili e 800  grammi della stessa droga (oltre a un cartone con diverse confezioni di plastica e cellophane vuote e con residui di altra eroina).

Il nome di Marzano su una scatola

E non è tutto. Fra le altre cose, i poliziotti sequestrarono anche chili e chili di mannitolo (una settantina circa) in barattolo o sfuso, varie bilance e bilancini elettronici, una macchina per il sottovuoto, la parte superiore di un frullatore d’acciaio intriso di residui di sostanza stupefacente, ben 3 chili di buste di cellophane trasparente dello stesso tipo utilizzato per confezionare i pacchi di eroina e un cartone vuoto con sopra scritto il destinatario: Fabio Marzano.

A quel punto, scattarono le ricerche anche di Marzano che, una volta rintracciato, fu trovato in possesso di diversi mazzi di chiavi. Tra questi, anche uno che apriva sia il cancello carrabile d’ingresso di via Archimede, sia la porta basculante corrispondente al garage di pertinenza di Franchini. Di fatto, per i poliziotti fu la prova provata della piena disponibilità dei luoghi. Entrambi furono quindi arrestati e condotti in quel momento in carcere. Difesi, rispettivamente, dagli avvocati Pantaleo Cannoletta e Federico Martella, Franchini e Marzano si trovano ora ai domiciliari, il secondo con braccialetto elettronico. Disposta la distruzione dell'eroina sequestrata.

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