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La droga e il materiale sequestrati.

La droga e il materiale sequestrati.

Cocaina e sostanza da taglio disseminate in casa, insospettabile nei guai

A Lecce i carabinieri hanno fermato una donna 39enne. Aveva oltre 25 grammi di sostanza stupefacente, 22 di mannite, più tutto l'occorrente per confezionare dosi. Ha preferito collaborare e cedere tutto

LECCE – Insospettabile. Almeno in apparenza, per non aver mai avuto prima problemi con la giustizia. Eppure, di cocaina, in quell’appartamento del rione Kolbe, doveva girarne non poca, considerando quanto racimolato dopo averlo perlustrato da cima a fondo: quasi 25 grammi. E, appunto, solo per l’assenza di precedenti, Michela Leopizzi, leccese 39enne, ha evitato di finire in cella.

Insospettabile, dunque, ma forse non per i carabinieri della Sezione radiomobile di Lecce che i movimenti sospetti dovevano averli già fiutati, in quella zona, da diverso tempo, decidendo così di tenere d’occhio lo stabile, con discrezione. Per annotare passaggi, osservare chi entrasse e uscisse.

Ieri mattina, poi, il blitz vero e proprio. La donna è stata colta di sorpresa. Non se l’aspettava. Non ha avuto modo di sbarazzarsi di nulla. E, anzi, quando ha visto i militari alla porta, ha pensato che fosse meglio collaborare e rendere, subito, tutto ciò che di compromettente c’era in casa. Celato in due nascondigli.  

Tutto celato in due nascondigli

La prima porzione, la più grossa, di cocaina, era nella sala da pranzo, dentro un’anonima custodia. Qui c’erano poco più di 16 grammi di sostanza stupefacente. Il resto, nella stanza da letto, in un borsello sotto il mobile del televisore. Dove, non solo aveva nascosto circa 9 grammi di altra cocaina, ma anche 22 grammi di mannite (usata come sostanza da taglio), l’immancabile bilancino elettronico, e diversi ritagli di buste, usate per il confezionamento di singole dosi.

Destinata ai domiciliari

I militari, dopo il sequestro di droga e materiale, hanno comunque ispezionato tutta l’abitazione, non mancando di guardare anche nell’autovettura, per scoprire se potesse esservi nascosto altro. Ma la donna non aveva null’altro. Condotta in caserma e sentito il pubblico ministero di turno, Francesca Miglietta, è stata dichiarata in arresto, e sottoposta ai domiciliari. Michela Leopizzi è difesa dall’avvocato Loredana Pasca.     

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