Sorpreso dagli agenti: droga nella sella dello scooter, soldi nel calzino

Cocaina, soprattutto, ma anche marijuana e hashish. Flavio Verdichizzo, 44enne, nome noto alle cronache del passato, è stato arrestato dalla sezione volanti di Lecce. Lo tenevano sotto osservazione

LECCE – Per prima cosa hanno recuperato 5,60 grammi di cocaina, chiusa in un involucro. Flavio Verdichizzo, leccese di 44 anni, era appena uscito da casa. Ha cercato invano di disfarsi dello stupefacente quando s’è trovato davanti gli agenti di polizia. Ma, come spesso accade, il movimento non è sfuggito ad occhi ben attenti ad annotare tutto. Il resto, forse più di quanto si potesse immaginare, era in un box di pertinenza della sua abitazione: hashish, marijuana e ancora cocaina. Tanta cocaina.  

Verdichizzo è finito in arresto nella tarda mattinata di ieri per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. A sorprenderlo, sono stati i poliziotti della sezione volanti che già lo tenevano sotto controllo. Sospettato, appunto, di aver messo in piedi un traffico non indifferente di droga, hanno deciso di passare all’azione dopo una breve attività di osservazione. E, recuperata la prima parte di sostanza, gli agenti hanno poi approfondito il controllo in casa e nel box. E' stato in questo secondo ambiente che hanno fatto centro.

Quasi tutto era nascosto in un unico posto, sotto la sella di un ciclomotore. Lì, c’era un contenitore e, dentro, diversi involucri di cellophane, ongnuno contenente sostanze diverse. A partire da cocaina purissima, per ben 242,16 grammi. E poi, ancora cocaina per altri 14 grammi, 7,95 di hashish e 57 di marijuana. Sotto sequestro sono finiti cinque bilancini di precisione e l’occorrente per il confezionamento di singole dosi. Gli agenti hanno trovato anche soldi, 2mila euro in contanti, divisi in banconote da 50. Erano infilati in un calzino. Su disposizione del sostituto procuratore Massimiliano Carducci, il 44enne è finito in carcere.

Il nome di Flavio Verdichizzo potrebbe non dire molto, ai più giovani, ma in passato il suo nome fu accostato a quello di altri sodali del boss della Scu leccese, Fabio Franco, ritenuto l’erede di Filippo Cerfeda. Nel settembre del 2004 fu tra i venticinque arrestati nel corso di una vasta operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia. Ora, a distanza di anni, per Verdichizzo si sono di nuovo aperte le porte della casa circondariale del capoluogo.

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