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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Apre la porta e gli agenti fanno irruzione: trovata cocaina, finisce in arresto

Nel rione Santa Rosa di Lecce i poliziotti della squadra mobile hanno fermato Massimo Calosso, 45enne. Appostati, hanno approfittato dell'arrivo di un giovane che probabilmente intendeva acquistare una dose

LECCE – Finisce di nuovo nei guai Massimo Calosso, 45enne di Lecce, già noto alle forze dell’ordine. Nel 2016 patteggiò tre anni e mezzo per spaccio di cocaina (fu fermato con 135 grammi di stupefacente). E sempre la cocaina l’ha messo nei guai, peraltro, oggi come allora, dopo essere stato fermato dalla squadra mobile di Lecce.

Calosso, molto noto nel rione Santa Rosa di Lecce, dove gestisce un bar, è stato trovato in possesso di 20,27 grammi di cocaina, suddivisa in diciotto dosi (cosiddette cipollette), più una cinquantina di grammi di sostanza da taglio, 1.200 euro in banconote da 50 euro (soldi sequestrati perché possibile provento dello spaccio) e vario materiale, fra cui un bilancino elettronico.

Gli investigatori seguivano da diverso tempo Calosso, poiché avevano raccolto informazioni circa una possibile attività di cessione al dettaglio. Per questo, in mattinata, si sono appostati nei pressi della sua abitazione, proprio per avere un riscontro diretto. I poliziotti della sezione antidroga della squadra mobile sono stati smistati in modo tale da controllare il portone di ingresso e l’intero stabile. E l’operazione è andata a buon fine quando gli agenti hanno notato un ragazzo sopraggiungere in sella a una bicicletta. Dopo aver suonato al campanello, è entrato nel portone raggiungendo il primo piano e accostandosi alla porta di ingresso dell’alloggio di Calosso.

I poliziotti ne hanno approfittato per fare irruzione nell’appartamento. Massimo Calosso, che era solo in casa in quel momento, alla fine ha preferito consegnare spontaneamente diciotto “cipollette” di cocaina, racchiuse in un fazzoletto di carta. Inutile cincischiare e far finta di nulla. Sapeva che avrebbero trovato la droga e così ha collaborato. Le dosi erano nascoste dietro a un portacandele di ceramica posto su un mobile del disimpegno d’ingresso. Questo, secondo i poliziotti, per una consegna immediata della dose richiesta. Il bilancino elettronico di precisione, invece, era su di un pensile della cucina.

Il giovane arrivato, si presume per acquistare stupefacente, è stato segnalato alla prefettura. Mentre i poliziotti hanno proseguito le perquisizioni con l’aiuto delle unità cinofile in forza alla polizia di frontiera di Brindisi e del cane Yaki, che ha permesso di trovare tutto il materiale utile al confezionamento e frazionamento delle singole dosi di cocaina. Vale a dire: un barattolo di creatina, parzialmente utilizzato; due rotoli di nastro gommato di colore nero intero e un cutter con manico di colore arancione. All’interno di un borsello nascosto tra alcuni mobili, i soldi. Arrestato in flagranza, Massimo Calosso è stato sottoposto ai domiciliari.

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