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"I soldi? Solo anticipi e prestiti". Coppia si difende dall'accusa di spaccio

Tornano in libertà il 24enne e la 22enne fermati con marijuana e oltre 2mila euro. Ma su di lui il gip ravvisa gravi indizi

LECCE – Arresti convalidati, entrambi rimessi in libertà, ma lui con l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Ogni giorno dovrà firmare presso la stazione dei carabinieri di Lecce Principale. È stata questa la decisione assunta dal giudice per le indagini preliminari Marcello Rizzo a carico di Ibrahim Toskic, 24ennem e Lucia Azzurra De Martino, 22enne, entrambi residenti nel capoluogo e difesi dall’avvocato Stefano Pati.

Il pubblico ministero Alberto Santacatterina aveva richiesto una misura cautelare per entrambi, ritenendo, sostanzialmente, che dovessero permanere ai domiciliari, laddove erano stati posti dopo l’arresto in flagranza dei carabinieri della sezione radiomobile di Lecce. Nell’udienza di convalida, però, il giudice ha ritenuto che solo in capo a Toskic dovesse pendere una misura cautelare, optando, comunque, per quella dell’obbligo di firma in caserma.

La giovane coppia era stata bloccata dai militari della sezione radiomobile in zona Pranzo, nel pomeriggio del 28 maggio, con l’accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, dopo aver sequestrato 300 grammi di marijuana e 2mila 120 euro in contanti. Toskic, in particolare, sebbene incensurato, era comunque sospettato di spacciare stupefacenti e da qui era nata la decisione di mettere in piedi un servizio di osservazione. Una volta giunto a casa con la giovane compagna, a bordo di un Piaggio Liberty, i due erano stati fermati e identificati. Toskic era partso piuttosto agitato davanti al controllo, tanto da indurre a una perquisizione.

I militari avevano così recuperato la cospicua somma, in banconote di vario taglio, nella borsetta della ragazza, mentre in casa era stata rinvenuta la marijuana. I primi cinque involucri, consegnati spontaneamente dal 24enne, sostenendo di non aver altro. Ma i militari, proseguendo a ispezionare sia lo stesso mobiletto da cui li aveva estratti, sia un secondo, ne aveva scovata altra, di “erba”, trovando anche una bilancia digitale in cucina. Infilato tra la custodia e il telefono cellulare di Toskic era stato scovato anche un foglietto con degli appunti. Ma, secondo quanto riportato nel verbale dei carabinieri, il giovane si era rifiutato di far esaminare il contenuto del telefono, protetto con codice di sblocco e impronta digitale.

Durante l’interrogatorio di convalida, Toskic ha sostenuto che la marijuana fosse per uso personale, facendo anche una precisazione: Lucia Azzurra De Martino, ha detto, non fa uso di stupefacenti. Quanto al manoscritto, ha spiegato come fosse solo un suo promemoria per regolarsi sulla possibilità di acquistare stupefacenti, a seconda delle disponibilità economiche. E sulla questione del cellulare, di cui i carabinieri avrebbero voluto subito leggere i contenuti, ha dichiarato di non essere riuscito a sbloccarlo con l'impronta digitale e di non ricordare il codice.

Circa il denaro, il 24enne ha spiegato come fosse la somma di cassa integrazione anticipatagli dal datore di lavoro, un prestito di mille e 100 euro fatto dal fratello della fidanzata e, i 400 euro restanti, un anticipo sullo stipendio del datore di lavoro della 22enne. La ragazza, confermando la provenienza dei soldi, dal canto suo, ha riferito di non sapere nulla dei 300 grammi di marijuana detenuti da Toskic, pur conoscendo bene il suo consumo personale, problema che avrebbe comportato anche diversi litigi fra i due.

Il giudice ha ritenuto che in capo a Toskic vi siano gravi indizi di colpevolezza, sia per il quantitativo di “erba” trovata, sia per la bilancia e vari ritagli di buste di plastica, ovvero l’occorrente per confezionare singole bustine. Non si è espresso sulla spiegazione circa la provenienza del denaro, demandando agli inquirenti di svolgere verifiche. Sull’appunto manoscritto, invece, ha ritenuto che si possa evincere in modo chiaro un’attività di compravendita, ritenendo inverosimile, nel contempo, che non sia stato in grado di sbloccare il telefono che i carabinieri avrebbero voluto visionare (ovviamente a caccia di ulteriori riscontri investigativi). Non gravi, invece, gli indizi di colpevolezza ravvisati nel caso della ragazza, che, al limite, per il gip potrebbe essere connivente nelle presunte attività illecite del giovane.

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