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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca Santa Rosa / Piazza Indipendenza

Si difende dal gip: “La cocaina non era mia, il resto per uso personale”

Arresto convalidato, ma torna in libertà il 52enne fermato venerdì sera nel rione Santa Rosa di Lecce. Per il giudice mancano i gravi indizi di colpevolezza circa l'attività di spaccio

LECCE – “La cocaina? Non era mia. Il resto? Per uso personale”. Si è difeso così, Cosimo De Giovanni, il 52enne di Lecce arrestato venerdì sera dai carabinieri della Sezione radiomobile sotto i portici di piazza Indipendenza, nel rione Santa Rosa. E, pur convalidando l’arresto, il giudice per le indagini preliminari Alessandra Sermarini ha rigettato la richiesta di misura cautelare ai domiciliari del pubblico ministero Luigi Mastroniani e ha disposto che l’uomo ritornasse in libertà.

De Giovanni, difeso oggi nel corso dell’udienza di convalida dall’avvocato Giuseppe Serratì, era stato fermato dai militari nel corso di un controllo. Durante una prima perquisizione, sul posto, erano stati trovati 4,15 grammi di hashish in due “tocchetti”, 1,40 di marijuana e una dose da 0,2 di cocaina.

Per la precisione, invitato dai militari a esibire cosa avesse nelle tasche, il 52enne ne aveva estratto una confezione per tabacco. Dentro c’erano i due modici quantitativi di marijuana e hashish. La cocaina, invece, era stata recuperata da terra. I militari avevano ritenuto che la dose fosse caduta dalla tasca proprio al momento dell’estrazione della confezione, ma, davanti al giudice, De Giovanni ne ha negato la paternità, sostenendo di non fare uso di cocaina.

Diversamente, il 52enne non ha negato che fossero suoi altri 53 grammi di marijuana racchiusi in un involucro e nascosti nella nicchia di alloggiamento del misuratore di energia elettrica condominiale, ovvero il secondo e più sostanzioso ritrovamento avvenuto la sera del fermo, quando i carabinieri erano andati in casa sua per proseguire nelle perquisizioni. Ma, appunto, a suo dire la sostanza sarebbe stata per uso personale.

Al di là che la cocaina fosse realmente sua o meno e hashish e marijuana per consumo personale, il giudice ha ritenuto che non vi fossero gravi indizi di colpevolezza circa un’attività di spaccio. Questo, sulla scorta di vari elementi. Fra le altre cose, l’assenza di eventuali acquirenti fermati e ascoltati quella sera stessa a testimonianza di una compravendita o di annotazioni che attestassero precedenti servizi d’osservazione. Inoltre, la sostanza non era suddivisa in singole dosi e non è stato sequestrato il classico materiale per il confezionamento. E, dunque, De Giovanni non dovrà rimanere agli arresti domiciliari, ai quali era stato confinato in prima battuta.

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