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Vanno a caccia di droga e scoprono l’allaccio abusivo alla rete elettrica

Arrestato un 43enne di Lecce. L'eroina era nascosta fra giubbotto e materasso. Scoperta anche la manomissione del contatore

LECCE – Si fanno spesso scoperte inattese, durante una perquisizione. Aprendo l’anta di un armadio, spalancando un cassetto magari o magari ficcando il naso nella cassetta del contatore di energia. Proprio come in questo caso, in cui i carabinieri della Sezione radiomobile di Lecce, dando la caccia agli stupefacenti, hanno scoperto che la persona finita nel taccuino dei sospettati per spaccio, faceva anche altro: si riforniva di energia elettrica per alimentare casa grazie a un allaccio abusivo alla rete pubblica. E così, oltre al sequestro dell'eroina trovata e alle relative contestazioni, le manette sono scattate anche per furto aggravato.

Protagonista della vicenda, Maurizio Occhinero, 43enne di Lecce. Alle spalle, diversi precedenti, tanto che, fino a questa mattina, era agli arresti domiciliari. Per dirne una, verso la fine del 2019 fu arrestato dalla polizia con una complice. Avevano fatto razzie in tre negozi del Centrum.

Questa volta, invece, su di lui si sono soffermati gli occhi dei carabinieri. Dal sospetto che potesse spacciare alla perquisizione il passo è stato breve e oggi i militari della Sezione radiomobile si sono presentati nel suo appartamento, nel quartiere Stadio, per un’ispezione. A conti fatti, 6 i grammi di eroina sequestrati, divisi in due involucri. Uno era nella tasca di un giubbotto, l’altro nascosto nel materasso. I carabinieri hanno scoperto un foro e, infilando una mano, hanno estratto la droga. Nella stanza da letto c’erano anche un bilancino di precisione, materiale e un paio di fogli con appuntati nomi e cifre appuntati. Elementi, questi ultimi, che hanno reso più sostanzioso il quadro accusatorio.

Ma non è tutto. Ai militari non è certo sfuggito il fatto che in casa vi fossero luci accese, nonostante il contatore spento. È stato quindi chiamato un tecnico dell’Enel per le verifiche definitive su quanto già facilmente intuibile ed è stata accertata la manomissione, con collegamento al filo centrale della rete. Ora, resta da stabilire con precisione il danno arrecato, che non deve essere da poco, visto che si è scoperto come la vicenda andasse avanti dall'agosto del 2018. Avvisato il pubblico ministero di turno, Maria Vallefuoco, Maurizio Occhinero è stato dichiarato in arresto e condotto in carcere. È difeso dall’avvocato Massimo Bellini.

Risale invece a due giorni addietro un altro arresto, sempre della Sezione radiomobile di Lecce. È quello di Raffaele Capoccia, 33enne, accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Durante una perquisizione, è stato trovato in possesso di due dosi di cocaina per 2,60 grammi, quindici di hashish per 73,9 grammi, due involucri contenenti marijuana per un totale di 10 grammi, materiale per il confezionamento e 2.400 euro in contanti. Tutto finito sotto sequestro. L’uomo, il cui arresto è stato convalidato e che è ritornato in libertà, è difeso dall’avvocato Francesco Maria De Giorgi.

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