Trasformano un box in laboratorio di eroina, scatta la trappola dei carabinieri

Giuseppe Guido e Mattia Greco, 30enni di Lecce, fermati dalla Sezione radiomobile. Trovate dieci dosi addosso a uno e un panetto di stupefacente nello sgabuzzino

LECCE – A casa non avevano nulla, probabilmente per allontanare ogni sospetto da sé. Piuttosto, proprio come nella gestione di un’attività professionale, avevano messo in piedi un vero laboratorio, dove, al riparo da occhi indiscreti – o, almeno, così credevano – poter tagliare l’eroina, ridurla in singole dosi da rivendere sulla piazza.

Giuseppe Guido e Mattia Greco, però, non sapevano che  i loro movimenti erano già tenuti sotto osservazione, e probabilmente non da poco, dai carabinieri della Sezione radiomobile di Lecce. I quali, nella tarda mattinata di ieri, sono passati all’attacco, mettendoli in trappola. Entrambi, infatti, 30enni di Lecce, già noti alle forze dell’ordine, sono finiti in arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.  

I militari leccesi avevano il sentore che i due potessero disporre di un nascondiglio all’interno di una delle palazzine del quartiere Stadio, fra via Alessandria e piazza Palio. Nessuno dei due risiede lì, eppure vi si sarebbero recati in più occasioni. Alimentando sospetti. E il motivo, è presto detto: Guido, come si sarebbe scoperto in breve, aveva la disponibilità di uno sgabuzzino, in uno scantinato, che era diventata una piccola officina per deposito e taglio di eroina.

I carabinieri, appostati con discrezione in zona, ieri hanno anticipato il loro arrivo. A metà mattinata, finalmente, sono giunti sul posto a bordo di uno scooter. Scesi da mezzo, si sono diretti senza indugio sotto un porticato, hanno aperto una porta e per una decina di minuti sono rimasti nello stabile. Quando sono usciti - sorpresa -, si sono trovati i militari davanti. Perquisiti, Greco aveva addosso ben dieci dosi di eroina, per 16 grammi. Le aveva nascoste negli slip. Mentre nelle tasche di Greco c’erano alcune chiavi. Ormai alle strette, non avendo alcun modo di farla franca, alla fine loro stessi hanno condotto i carabinieri nel box all’interno del palazzo.  

Una volta aperta quella stanza, gli uomini della Sezione radiomobile si sono trovati di fronte a un tavolo di legno con sopra un panetto di eroina e un altro pezzo più piccolo, per 360 grammi totali di stupefacente, più attrezzi come un martello e forbici, nastro isolante, bilancino. Tutto sequestrato, insieme ai telefoni cellulari di entrambi. La perquisizione è stata estesa anche nelle rispettive abitazioni, ma come, detto, non è stato trovato altro. Avvertito il pubblico ministero di turno, Alessandro Prontera, sono stati dichiarati in arresto e sottoposti ai domiciliari. I due sono difesi dagli avvocati  Consuelo Palma Greco e Giuseppe Presicce.

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