Come in "Trainspotting": spaccio e sballo, tutto in casa. Ma lo incastrano

I carabinieri hanno fermato Giuseppe Vivenzio, leccese di 51 anni. Eroina agli acquirenti, a due passi contati dal Tribunale

Il materiale sequestrato.

LECCE – Siringhe e lacci emostatici. Oltre all’occorrente per il dosaggio. In primis, l’immancabile bilancino. Tutto questo, per accogliere i clienti e fornire un servizio completo. Non solo acquisto di eroina, ma anche consumo in loco. Forse, anche un modo per sviare le indagini, evitare il più possibile che, chi uscisse da quella casa, avesse addosso qualcosa di compromettente. Si sa. Il più delle volte si parte dall’utente e si arriva così al rivenditore. Meglio allora una     

Ai cinefili, questa storia potrebbe ricordare alcuni passaggi di “Trainspotting”, il controverso film di culto griffato Danny Boyle. In particolare, Swanney, meglio noto come Madre Superiora. Lo chiamavamo Madre Superiora per l'età della sua dipendenza”, spiegherà il protagonista, Mark Renton, nell’occasione voce fuori campo e in seguito immortalato privo di sensi dopo uno “schizzo” esagerato (leggasi, overdose).

Ma tutto questo non è impresso in una pellicola, non arriva dalla Scozia e più che da cinefili, sarebbe una storia da cinofili (se fossero stati usati cani antidroga: ma non c'è stato bisogno). Tutto questo è successo Lecce. Ironia della sorte (e qui nemmeno Boyle ci avrebbe pensato, troppo surreale…), a due passi contati dal tribunale penale di viale De Pietro. Lo stesso dove si ritroverà a breve Giuseppe Vivenzio, leccese di 51 anni, per conoscere il suo destino. E' finito in arresto per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.

Vivenzio, volto più che noto alle cronache, aveva trovato da qualche tempo rifugio in un appartamento al pian terreno, nei pressi di via Colonnello Archimede Costadura. E qui, secondo i carabinieri della Sezione radiomobile di Lecce, aveva messo in piedi un bel giretto di spaccio. Con l’eroina a spadroneggiare. Nel tempo, sono stati fatti appostamenti. E si è capito che quanto intuito, molto probabilmente corrispondeva al vero.

VIVENZIO  GIUSEPPE-2Ma incastrare una vecchia volpe, non è stato facile. C’è stato bisogno di pazienza e sangue freddo, per evitare buchi nell’acqua. Ieri, alla fine, è scattato il blitz. I militari hanno visto una donna entrare in casa e attardarsi. Quando n’è uscita, sono arrivati anche loro. Hanno bloccato la porta e si sono infilati dentro, senza tanti complimenti. Vivenzio non ha avuto il tempo di far sparire ciò che l’avrebbe compromesso. A partire dall’eroina. Un involucro con oltre 30 grammi. E poi, il materiale e i soldi, circa 850 euro.  Si presume, incassati dallo spaccio. Tutto sequestrato. E più che sufficiente per far scattare un’incriminazione.

Portato in caserma e dichiarato in arresto, ora alloggia momentaneamente a Borgo San Nicola. Da dove era già passato, fra l’altro, per rapina. Già, perché nel 2013 era stato condannato a sei anni per l'assalto all’Eurospin di via Cicolella. Un colpo messo a segno con un complice e in cui fu usata una pistola, con tanto di sparo in aria a scopo intimidatorio. A proposito. Il complice era Ivan Pedone, prima di Natale arrestato nuovamente per rapina. Quella messa a segno alla Banca popolare di Puglia e Basilicata di viale Japigia, da quasi 12mila euro.

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Una cosa è certa. Il ritorno dell’eroina è sempre più un fenomeno che le cronache attestano con resoconti di arresti e, purtroppo, in qualche caso di decessi. Un problema molto serio, di cui si tende a parlare troppo poco. E non è un bene.

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