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Torna sull’uscio con l’eroina da cedere, ma in casa balzano i carabinieri

Dopo appostamenti, arrestato un 44enne nel rione San Pio. Quasi 35 grammi di stupefacente e flaconi di metadone nel frigorifero

LECCE – Il viavai incessante non poteva passare inosservato per sempre. E quando la voce di movimenti sospetti ha solleticato le orecchie dei carabinieri della Sezione radiomobile di Lecce, è nato il più classico degli appostamenti. Anche perché il soggetto da monitorare, Antonio Pisanò, 44enne originario di Novoli, ma residente nel rione San Pio del capoluogo, tutto poteva dirsi, tranne che un insospettabile. Precedenti per droga, è risultato attualmente in affidamento in prova con i servizi sociali.

Ieri pomeriggio, così, i militari, si sono appostati in zona in abiti civili per non dare nell’occhio. Un paio sono riusciti anche a penetrare nel condominio dove Pisanò risiede, per osservarlo dal secondo piano. Lui, infatti, abita al primo. E che il giro dovesse essere piuttosto cospicuo, i carabinieri hanno potuto apprezzarlo con i loro stessi occhi. Un primo “cliente”, poi il secondo, infine una donna.

È stato in quel momento che sono riusciti a passare all’azione. Quando lei ha suonato e lui ha aperto la porta, s’è attardato qualche istante per andare a prendere la “merce”. Lasciando l’uscio socchiuso. Un balzo, e dentro si sono infilati i carabinieri. Pisanò era appena ritornato sulla soglia con due pezzi di eroina, per poco più di 9 grammi, subito sequestrati, prima di passare a una perquisizione più approfondita.

DROGA LECCE-22

In realtà, i militari hanno dovuto faticare meno di altre volte per trovare il resto della droga. Il 44enne aveva tutto in bella vista, sul comodino della stanza da letto: forbici, bilancino e un involucro aperto con dentro altri 25 grammi circa di eroina. In totale, con quella già rinvenuta al momento dell’accesso, 34,72. In più, sono stati trovati ben 2.050 euro, probabilmente introiti dello spaccio e per questo requisiti.

Ma non è tutto. Nel frigorifero, un’altra scoperta interessante. C’erano undici flaconcini di metadone privi di etichetta, finiti a loro volta con il resto della sostanza e del materiale sequestrati. Dell’operazione è stato avvisato il pubblico ministero di turno, Massimiliano Carducci, che ha disposto l’arresto ai domiciliari. Pisanò è difeso dall’avvocato Pietro Ripa. Al vaglio la posizione della donna fermata sulla porta.

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