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Cronaca

Il grande business della medicina estetica, denunce anche nel Salento

A Lecce trovati farmaci scaduti e a uso ospedaliero, deferito il direttore sanitario di un ambulatorio. A Taranto nei guai un medico di chirurgia plastica per trattamenti non autorizzati con Prp

LECCE – A monte di tutto c’è la tragica morte di Samantha Migliore, avvenuta di recente a Maranello, in provincia di Modena, per un intervento di chirurgia estetica effettuato da una donna che tutto era, fuorché qualificata a svolgere mansioni di quel tipo. Ed è così che i carabinieri del Nas, d’intesa con il ministero della Salute, hanno deciso di avviare una campagna di controllo a tappeto, in tutta Italia. Obiettivo: verificare la corretta erogazione delle prestazioni di medicina estetica.

In quello che è un vero e proprio business, i carabinieri specializzati nella tutela della salute non sono concentrati solo sulle situazioni potenzialmente più pericolose, quelle di vero e proprio esercizio abusivo dell’attività, ma anche su coloro che sono effettivamente abilitati alle prestazioni. Come nel caso di Lecce, città nella quale è stata spiccata una delle 74 denunce complessive indirizzate alla procura. Nel capoluogo salentino, infatti, è stato deferito in stato di libertà il direttore sanitario di un ambulatorio di medicina estetica dove, nel corso di un’ispezione, i militari del Nas hanno trovato e sequestrato medicinali scaduti di validità e con l’indicazione “ad uso ospedaliero”. Dunque, detenuti in modo illecito.

Restando in Puglia, a Taranto, invece, è stato denunciato un medico di chirurgia plastica, titolare di un centro di medicina estetica e plastica che, in assenza di autorizzazione, avrebbe eseguito trattamenti a scopo terapeutico mediante la tecnica del plasma ricco di piastrine, attraverso il prelievo, la lavorazione e la rinfusione del sangue ai pazienti. Nella circostanza è stato eseguito il sequestro di una centrifuga per la produzione di emocomponenti e di 28 provette sterili anticoagulanti, per un valore complessivo 2mila euro.

Oltre che a Lecce e a Taranto, situazioni di particolare interesse sono state rilevate a Catania, Pescara, Latina, Sassari, Perugia, Treviso, Parma, Caserta, Palermo, Torino, Milano, Salerno e Cremona.

Sanzioni per 187mila euro

I controlli che, come detto, sono stati svolti in tutta Italia, sono stati rivolti a verificare l’idoneità tecnica dell’attrezzatura impiegata, la sussistenza dei requisiti igienico-strutturali e organizzativi, il possesso delle autorizzazioni, la presenza di qualifiche professionali, con particolare riguardo all’applicazione di filler, impianti cutanei e altre procedure tra cui anche i trattamenti mediante il fattore di crescita Prp (plasma ricco di piastrine) per la biorivitalizzazione della pelle, tutte pratiche che per loro natura sono le più soggette a essere eseguite abusivamente.

In tutto sono state ispezionate 793 strutture, tra centri estetici e studi medici estetici. E sono stati 110 gli obiettivi ritenuti non conformi, per i quali sono arrivati 33 deferimenti all’autorità giudiziaria, fra titolari e operatori, con sanzioni amministrative per 187mila euro.

E non mancano gli abusivi

I carabinieri del Nas hanno eseguito il sequestro e la sospensione di otto centri estetici e tre studi medici/poliambulatori poiché abusivi o privi dei requisiti minimi per il funzionamento. Sequestrati due apparecchi elettromedicali e, presso studi di medicina estetica, cinque dispositivi per la centrifugazione del siero ematico poiché non autorizzati o utilizzati da personale privo di adeguata formazione, nonché 79 confezioni di medicinali e oltre 500 dispositivi medici (garze, siringhe, aghi sterili per tatuaggi) scaduti di validità o detenuti illecitamente.

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Sono 41 gli illeciti penali contestati, per casi riconducibili all’esercizio abusivo della professione sanitaria, all’attivazione abusiva di ambulatori di medicina estetica, a irregolarità nella gestione e detenzione dei farmaci poiché risultati scaduti, alla ricettazione di farmaci a uso ospedaliero e alla falsificazione di attestati professionali. Contestate ulteriori 86 sanzioni per inadempienze autorizzative e procedurali connesse con la mancata applicazione di leggi regionali e della normativa riguardante l’attività di estetista.

L'affare passa anche dal web

I controlli sono stati estesi anche al web per verificare l’offerta in vendita e la pubblicità illegale di medicinali e dispositivi medici utilizzati abusivamente nel campo della medicina estetica. E alla fine sono stati oscurati otto siti, tutti ospitati su server esteri e con gestori anonimi facilmente raggiungibili dall’Italia.

Promuovevano, a fini estetici per asseriti trattamenti anti-aging, asseriti, medicinali a base di “tossina botulinica” soggetti a prescrizione medica obbligatoria, vendibili in farmacia da parte di farmacista abilitato e utilizzabili solo sotto controllo di personale sanitario; dispositivi medici iniettabili per via sottocutanea (i cosiddetti filler) a base di “acido ialuronico”, risultati peraltro “sospesi” dal ministero della Salute, anch’essi devoluti all’esclusivo impiego da parte di sanitari per il riempimento e la ricostruzione del seno o dei glutei; prodotti cosmetici con etichettatura irregolare.

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