Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

Operaio folgorato, il massaggio cardiaco del poliziotto lo mantiene in vita

È successo a Taranto, dove protagonista è stato assistente un capo nella Sezione volanti, originario della provincia di Lecce. L'uomo è in rianimazione

TARANTO – Sono situazioni, attimi, imponderabili incroci del destino. A volte avvengono e non c’è mai una gratificante spiegazione logica per quell’incasellarsi di eventi che susseguono una determinata situazione e che può marcare il confine fra la vita e la morte. C’è chi lo chiama fato e chi mette in mezzo il proprio credo religioso. Di sicuro, non sempre tutti hanno un angelo custode di scorta, in carne e ossa, sul proprio cammino. L’ha avuto, la notte scorsa, un 31enne dipendente di una ditta con sede nel Lazio. Si chiama Mauro Gigante, è assistente capo nella Sezione volanti, originario della provincia di Lecce.

L’operaio era al lavoro a Taranto, in via Garibaldi. Stava lavorando al ripristino di alcuni cavi elettrici ad alta tensione. All’improvviso, la scossa. Terrificante. Persino un’esplosione. Tanto che alcuni residenti della zona hanno chiamato il 113. Era da poco trascorsa mezzanotte. L’auto della polizia è arrivata il prima possibile sul luogo. Pochi istanti per inquadrare la situazione, vedendo l’uomo per terra, tramortito e con ustioni ovunque.

Video | Il racconto del poliziotto

Poi, mentre un agente inizava ad allontanare l'assembramento che si stava creando attorno al cantiere, Mauro si è chinato. E ha iniziato a mettere in atto quello che ha appreso durante i corsi di rianimazione. Non si mai come può andare a finire, se non ci getta a capofitto nell’impresa. E forse è lì il segreto: non pensare davvero a come possa andare a finire. Bisogna provarci. Punto.

Mauro ci ha provato e, il lungo e continuo massaggio cardiaco, ha permesso di tenere in vita la vittima dell’incidente sul lavoro, fino all’arrivo degli operatori del 118, avvisati dalla stessa sala operativa del 113. Il malcapitato è stato poi ricoverato con urgenza presso il reparto rianimazione del "Santissima Annunziata" di Taranto. È in prognosi riservata. Mentre sul posto è arrivata anche la scientifica per i primi rilievi.

È stata un’esperienza toccante dal punto di vista umano e psicologico, ha spiegato l’assistente capo, in cui fondamentale si è rivelata la determinazione davanti al pericolo. In serata, appreso che il paziente è stabile, l'assistente capo si è augurato che il 31enne possa riprendersi. E, quando questo avverrà, per prima cosa gli stringerà la mano. Per poi “raccontarci quello che è successo”, ha concluso.

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