Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Tenta di evadere da Borgo San Nicola scalvando il muro del reparto transito

Fermato un nigeriano 26enne. I baschi azzurri l'hanno bloccato ancora all’interno del perimetro di sicurezza del carcere. Pressappoco nello stesso modo nei giorni scorsi è evaso un 18enne a Torino. La notizia trapelata dal Cosp, una delle sigle sindacali della polizia penitenziaria

LECCE - Si sarebbe arrampicato sul muro perimetrale che delimita il passeggio del cortile reparto transito, e tutto questo davanti agli occhi di un agente di polizia penitenziaria che lo teneva sotto osservazione. Ehiejilikwe Moritz Ifeanyi, giovane nigeriano di 26 anni, avrebbe tentato in questo modo una clamorosa evasione dal carcere di Borgo San Nicola. La notizia è trapelata tramite una nota della segreteria generale nazionale del Cosp, uno dei sindacati della penitenziaria, coordinata da Domenico Mastrulli.     

Subito è stata messa in allerta la sorveglianza generale dell’istituto e i “baschi azzurri”. Il nigeriano sarebbe stato alla fine intercettato e bloccato ancora all’interno del perimetro di sicurezza del carcere. Tutto questo, intorno alle 10,20 circa. Il 26enne si trova nel penitenziario del capoluogo per scontare una condanna definitiva, con fine pena prevista nel 2018, per reati contro persona e patrimonio. All’atto del fermo, avrebbe opposto anche una passiva.

Il 26enne è stato fermato più volte, negli anni scorsi, per aver molestato gli automobilisti all’altezza di un semaforo nei pressi di un incrocio con viale Gallipoli, pretendendo denaro con modi bruschi e intimidazioni e arrivando a minacciare anche i poliziotti chiamati da alcuni passanti spaventati. In passato era stato fermato anche per violenza sessuale e tentato omicidio e condannato dal Tribunale di Foggia. Un personaggio, dunque, dal carattere molto particolare.

Il Cosp invia dunque una nota di apprezzamento agli agenti della polizia penitenziaria per il fermo del fuggitivo e coglie l’occasione per rimarcare per l’ennesima volta come a Lecce si operi con personale sottodimensionato di circa cento uomini e venti donne, fra pensionamenti e riforme, senza alcun ricambio. L’episodio di oggi a Lecce, peraltro, ricorda Mastrulli, segue a 24 ore di distanza dall’evasione consumata a Torino di un detenuto di 18 anni, praticamente nello stesso modo e ancora ricercato.

“Il sindacato Cosp – si legge nella nota - si dichiara contro la vigilanza dinamica e le celle aperte nelle carceri a fronte delle negative situazioni registratesi sul territorio, e chiede al ministro della giustizia Andrea Orlando e al capo del Dap, Santo Consolo, maggiore attenzione per le 236 carceri in Italia e per i baschi azzurri del corpo che operano in sofferenza, con eccessivo carico di lavoro e in condizioni igienico-sanitarie preoccupanti”. 

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