Arrivano i rapinatori nella Lybra, l'autotrasportare li semina a piedi

Momenti di terrore per un cittadino bulgaro, fermo con la sua bisarca per una sosta nella zona industriale. Tre soggetti incappucciati sono sbucati all'improvviso armati di martello. Ma lui è scappato dall'altro sportello e s'è messo a correre a gambe levate

Polizia nella zona industriale oggi durante le ricerche dei rapinatori e sotto vicino al Consorzio Asi per acquisire le immagini.

LECCE – Ha vissuto veri e propri attimi di terrore, in balia di tre malviventi con i volti coperti. Ma la sua reazione deve aver scompaginato a loro volta i piani. Aveva un immenso camion, ma il diversivo ha funzionato: è fuggito a gambe levate. Poi ha fermato un’auto di passaggio per chiedere aiuto. E loro hanno capito che presto avrebbero chiamato qualche numero d’emergenza, polizia o carabinieri, e sono fuggiti a tutto gas. Con l’auto. Una Lancia Lybra.

La rapina è fallita, ma aleggia un alone di mistero su cosa effettivamente i tre cercassero: i soldi dell’uomo, circa un migliaio di euro, o magari qualcuna delle auto che aveva nel rimorchio? Già, perché la vittima è un autotrasportatore bulgaro.

Si era fermato nella tarda mattina in viale Portogallo, nella zona industriale di Lecce, nei pressi della concessionaria Cam con tutta la sua bisarca. Stava consumando un pranzo al sacco quando all’improvviso si sono affacciati i tre loschi individui. Li ha visti spuntare dal finestrino.

Il primo moto è stato di terrore puro. Anche perché ha notato uno dei soggetti brandire un martello e agitarlo in segno ben poco amichevole, battendolo anche contro la carrozzeria. E non bisogna studiare psicologia per sapere che in questi casi gli uomini hanno solitamente due tipi di reazioni istintive: lotta o fuga.

IMG_4782-2Il trasportatore bulgaro ha scelto la seconda. Ed ha sorpreso tutti, fuggendo dall’altro lato della cabina e mettendosi a correre. I malviventi devono essere rimasti interdetti davanti a questa situazione. L’errore madornale: non bloccare entrambi gli sportelli. Quindi, non hanno potuto fare altro che scappare a loro volta, con l’auto usata per raggiungere il luogo.  Mentre nel frattempo sono arrivati gli agenti di polizia a bordo di una volante.

I poliziotti hanno raccolto le prime indicazioni, per poi effettuare una ricognizione in zona. Della Lybra, ovviamente, nessuna traccia. Per questo hanno cercato di individuare le videocamere migliori fra le tante disseminate nella zona industriale, dalle quali attingere eventuali fotogrammi utili a individuare la precisa via di fuga.

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Si sono così recati nella sede del Consorzio Asi per vagliare diverse immagini. L’autotrasportatore, invece, s’è recato presso gli uffici della questura per denunciare formalmente l’episodio. Un caso molto particolare. Si sospetta che i tre stessero seguendo la vittima già da diversi chilometri e che abbiano atteso proprio la sosta per agire. Era il momento più propizio, ma gli è andata comunque buca. 

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