Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca Via Giuseppe Libertini

Molesto e violento, studentessa reagisce: lo ferisce alla testa e lo fa arrestare

Scene di follia davanti all'Accademia di Belle arti. In manette un 46enne. Prima i baci a distanza a una 23enne, poi il tentativo di baciarla. Respinto, avrebbe aggredito prima lei e poi un amico arrivato in suo soccorso. Per essere però stordito a colpi di zaino dalla stessa vittima

LECCE – Scene di pura follia quelle che si sono verificate nella tarda mattinata di oggi nel pieno centro storico di Lecce, in via Libertini, proprio nei pressi di Porta Rudiae e dell’Accademia di Belle arti. Qui, una studentessa di 23 anni della provincia sarebbe stata dapprima importunata, poi addirittura malmenata da un energumeno.

Su di lui s’è poi avventato un compagno di studi della ragazza, che ne ha fatte a sua volta le spese. E alla fine, la più pronta di riflessi è stata proprio lei, la vittima predestinata: mentre i due si azzuffavano, ha afferrato il proprio zaino, scagliandolo in testa all’uomo e arrivando persino a stordirlo. Già, perché dentro c’erano materiali da laboratorio piuttosto pesanti. E a quel punto, l’importuno, Oronzino Longo, 46enne originario di Campi Salentina, già noto alle forze dell’ordine, è andato via barcollante, battendo in ritirata a bordo di uno scooter.

La sua fuga è però stata inutile. A fronte di un fatto così grave, grazie a preziose testimonianze, gli agenti delle volanti di polizia sono riusciti a rintracciare Longo, per il quale sono scattate le manette. Risponde di tentata violenza sessuale e lesioni.

E’ stato un operatore ecologico a fermare una pattuglia, quando l’ha vista passare lungo il tratto terminale del corso che collega piazza Sant’Oronzo a Porta Rudiae. L’auto era di normale pattuglia. L’uomo ha raccontato quanto pocanzi avvenuto e gli stessi agenti, spostatisi un poco più avanti, hanno potuto parlare direttamente con la studentessa.

Ancora scossa, la ragazza ha spiegato ai poliziotti di essere stata avvicinata da un uomo a lei sconosciuto, all’uscita dall’Accademia. Questi, stando al suo racconto, l’avrebbe in un primo momento importunata inviandole baci a distanza. Un “gioco” che però si sarebbe spinto ben oltre. L’uomo si sarebbe infatti avvicinato, nel tentativo di baciarla.

La 23enne avrebbe tentato di allontanarsi, per essere però stretta a sé con forza. E quando divincolatasi, l’avrebbe respinto, per tutta reazione avrebbe subito una vera e propria aggressione fisica con schiaffi e calci.

E’ stato a quel punto, sempre in base alla narrazione dei fatti, che è arrivato in soccorso il compagno di studi. Per difendere la ragazza, si sarebbe scagliato contro Longo e, durante la colluttazione, con il povero studente preso a sua volta a calci e pugni, la 23enne avrebbe sollevato lo zaino, colpendo l’aggressore alla testa. Provocandogli una lesione al lato sinistro della fronte, con tanto di perdita di sangue. Disorientato, coprendosi la ferita con la mano, solo a quel punto Longo avrebbe desistito dal proseguire oltre.

Le descrizioni fornite dalla ragazza e le testimonianze di altri giovani, hanno fornito ai poliziotti sufficienti elementi per raggiungere l’uomo. Qualcuno, infatti, anche avuto la prontezza di annotare la targa dello scooter.

Gli agenti, rintracciato il numero di telefono di Longo, con un pretesto l’hanno invitato a presentarsi negli uffici della questura. E qui hanno avuto modo di verificare come presentasse una vistosa ferita alla fronte. Sempre qui, la studentessa e il suo amico, l’hanno riconosciuto senza ombra di dubbio per l’aggressore. E per Longo sono scattate le manette.

La ragazza e il suo amico, medicati, hanno riportato lesioni guaribili rispettivamente in sette e dieci giorni. Una vicenda che ha quasi del surreale, considerati anche luogo e orario in cui s’è consumata. 

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