Cronaca Centro / Piazza Mazzini Giuseppe

Sospettata di tentato furto nella Coin, in questura dà false generalità

Denunciata una donna brindisina in "trasferta" a Lecce. La segnalazione al 113 del personale del negozio di piazza Mazzini

LECCE - Violazione degli obblighi e delle misure di prevenzione, false attestazioni sulla propria identità e danneggiamento. Sono i reati contestati a una donna di 39 anni, brindisina, sorpresa a Lecce dopo la segnalazione del personale della Coin sul possibile tentativo di furto in atto nei magazzini. La donna è stata bloccata insieme ad altre due concittadine, che non hanno patito conseguenze. E’ chiaro che non si può fare un processo alle intenzioni, ma il sospetto è che nel negozio di piazza Mazzini si fossero recate proprio per la sottrazione di abiti o altri prodotti (circostanza molto frequente).  

E’ stato proprio personale addetto alle vendite a riferire agli agenti di polizia, chiamati sul 113, d’aver notato una giovane donna che, poco prima, aveva tentato di rubare merce.

All’esterno del negozio, in due hanno attirato l’attenzione dei poliziotti, indicando un’Alfa Romeo 147. Alla guida c’era una donna, che si stava allontanando in fretta. Gli agenti hanno inseguito l’auto, bloccandola quasi subito, in via Monte San Michele. A bordo c’era una brindisina. Identificata, aveva precedenti per furto. Altri passanti hanno poi indicato a una seconda volante, giunta sul posto in supporto, la presenza di altre due donne, allontanatesi a piedi. Poco prima, sarebbero state viste in compagnia della persona fermata alla guida dell’Alfa 147. Rintracciate entrambe, è stata poi svolta una ricostruzione più approfondita.

L’addetto alla vigilanza, infatti, ha raccontato di aver notato le donne armeggiare nei camerini. Insospettito dall’atteggiamento furtivo di una di loro, si sarebbe avvicinato, tentando di capire cosa stessero facendo. Una di queste, in possesso di un cacciavite di piccole dimensioni, a suo dire, stava staccando le placche antitaccheggio da alcuni capi di abbigliamento, nascondendole nelle tasche di un paio di jeans lasciati in camerino.

Una volta che la donna avrebbe abbandonato il camerino di prova, avrebbe portato con sé i jeans in cui aveva nascosto le placche, e, facendo un segno d’intesa alle presunte complici, li avrebbe lasciati su un appendiabiti, uscendo dal magazzino. Visto tutto e chiamato il 113, il vigilante ha poi spiegato di essersi recato all’esterno, seguendo le ragazze che aveva individuato come complici della donna del camerino.

In ufficio, la donna che avrebbe staccato le placche, ha dichiarato di essere nata nel 1978 (invece del 1979), fornendo un domicilio diverso da quello reso al momento del controllo e un nome falso. I poliziotti hanno capito che stesse fornendo generalità diverse, anche per non far trapelare i suoi precedenti. I controlli hanno appurato la verità, compreso un obbligo di dimora nel comune di residenza e, in atto, la misura di prevenzione del divieto di ritorno a Lecce e frazioni per tre anni, emesso l’1 dicembre del 2015, con scadenza il 30 novembre 2018. Pertanto, nel suo caso è scattata la denuncia.

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