Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Traffico di droga, rapina e sequestro di persona: invocati più di 60 anni

Arrivano le richieste di condanna nel processo col rito abbreviato ai sei imputati coinvolti nell’inchiesta svolta dalla Dda. La pena più alta, a 18 anni, è stata chiesta per Pizzolante, di recente coinvolto nell’operazione “Skipper”

LECCE - Sono 62 gli anni di reclusione invocati dal pubblico ministero Carmen Ruggiero nel processo col rito abbreviato ai sei imputati finiti nell’inchiesta su un’associazione a delinquere dedita al traffico di sostanze stupefacenti che si sarebbe avvalsa della complicità di un tredicenne, non solo per confezionare e custodire le dosi proprio in casa sua e spacciare. Il minorenne (oggi ventenne) che ha poi ottenuto la messa alla prova avrebbe preso parte anche in altri delitti: un sequestro di persona e una rapina.

Queste le richieste: 18 anni a Pierpaolo Pizzolante, 31enne, di recente coinvolto nell’operazione “Skipper” su un traffico internazionale di droga; 16 anni per Graziano De Paola, 27enne; 11 anni per Ivan Calzolaro, 26enne; 9 anni per Luca Giunca, 28enne; 4 anni e 4 mesi per Mirko Scotti, 26 anni. Tutti di Acquarica del Capo; 4 anni per Alessandro Esposito, 39enne di Tricase.

Le indagini, condotte dai carabinieri della Compagnia di Tricase, non hanno fatto luce solo su numerosi episodi di spaccio in un periodo compreso tra l’ottobre 2013 e l’aprile dell’anno seguente. C’è anche un sequestro di persona ed estorsione aggravata nei riguardi di un uomo ritenuto responsabile di essersi impossessato indebitamente di circa 50 grammi di cocaina e costretto a consegnarne 15. In particolare, il malcapitato sarebbe stato portato in una zona isolata e tenuto sotto scacco con un fucile a canne mozze per mezz’ora. I responsabili sarebbero stati De Paola, Pizzolante, Giunca, Calzolaro e il tredicenne. Questi ultimi due, inoltre, avrebbero messo a segno una rapina, quella del 12 dicembre 2013 ai danni del bar tabacchi “Caffè d’Arte” di Acquarica del Capo.

Pizzolante è accusato anche di aver affittato immobili di proprietà o di cui aveva disponibilità a prostitute per svolgere l’attività di meretricio.

La sentenza è attesa per il prossimo 27 settembre, dopo che il collegio difensivo (composto dagli avvocati Biagio Palamà, Ladislao Massari, Silvio Verri e Gianluca Ciardo) avrà ultimato le sue arringhe.

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