“Camaleonte”, falsi documenti per truffare banche e assicurazioni

Quattro arresti eseguiti dalla guardia di finanza. Fra l'altro, sarebbero stata create numerose polizze fasulle e orchestrata un'inesistente compravendita immobiliare, per incassi da capogiro

LECCE – Sei indagati, di cui quattro in arresto. È l’esito di un’inchiesta del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Lecce, su una serie di truffe ai danni di società finanziarie, banche e compagnie assicurative in provincia di Lecce. In carcere sono finiti Domenico Cezza, 52enne di Poggiardo e Pantaleo Martano, 65enne di Melendugno. Ai domiciliari, invece, Anna Pantalea De Pascalis, 54enne di Martano e Orazio Orlacchio, 50enne di Poggiardo. Gli altri indagati sono un 61enne di Martano e un 49enne di Melendugno.  L’ordinanza è stata firmata dal giudice per le indagini preliminari Giovanni Gallo.

Video | L'operazione eseguita questa mattina

“Camaleonte”, è stata ribattezzata l’operazione, secondo la quale sarebbe stato elaborato un sistema che avrebbe previsto la falsificazione di documenti e di atti pubblici.  Con interessi non solo in provincia di Lecce, ma anche in quella di Brindisi. Le indagini sono nate partendo dalla ricostruzione delle vicende legate a un mutuo ipotecario erogato dalla filiale del Monte dei Paschi di Siena di Galatina a favore di un soggetto presentatosi quale agente della “Polizia di Stato” ma le cui generalità, in realtà, appartenevano a uno sportivo, un ex fantino di origine toscana, defunto nel 2014.

La fittizia compravendita immobiliare

Come illustra una nota della guardia di finanza, il mutuo erogato dalla banca, per un importo di 100 mila euro a fronte di una fittizia operazione di compravendita immobiliare, abilmente orchestrata, sarebbero stato spartito tra i componenti dell’organizzazione, rimasto ovviamente insoluto, non essendo più l’istituto di credito truffato in grado di rintracciare il fantomatico agente di polizia.

Da questa vicenda, gli investigatori sono risaliti alle modalità operative, arrivando a delineare l’esistenza di un gruppo ben organizzato di soggetti, dedito alla contraffazione di documenti di identità, buste paga e certificazioni amministrative, sfruttando dati anagrafici falsi o appartenuti a soggetti già defunti (molti dei quali ex sportivi), per trarre in inganno istituti di credito, assicurazioni e società finanziarie.

Tutto questo sarebbe stato possibile per il tramite di dipendenti delle società truffate, ritenti compiacenti. Ovvero, avrebbero volontariamente omesso i necessari controlli sui documenti esibiti presso la banca.

La truffa all'agenzia assicurarativa

Un’altra truffa ha visto vittima l’Allianz assicurazioni, con l’attivazione di una serie consistente di false polizze vita a carico di soggetti inesistenti. L’intento, incassare la provvigione prevista per l’agente sottoscrittore, che, in qualità di componente effettivo della banda, avrebbe contribuito a presentare presso un’agenzia brindisina i documenti falsi predisposti dai complici, anche mediante tecniche di digital editing, preoccupandosi poi, una volta incassata la provvigione, di spartire i guadagni.

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Gli accertamenti sono stati svolti sia attraverso un’analisi dei documenti, tramite l’incrocio dei dati emersi, sia seguendo e filmando gli spostamenti dei soggetti ritenuti componenti della banda, verificando come coloro che poi sono finiti in arrestato, avrebbero alterato non meno di 160 contratti di assicurazione vita e truffato il Monte dei Paschi di Siena ottenendo un mutuo di 100 mila euro e compensi di provvigioni assicurative per circa 130 mila euro. Questo, quanto emerso nella prima parte dell'inchiesta. Perché nel corso del blitz di questa mattina, nel corso di perquisizioni, sono state sequestrate altre 250 polizze circa. 

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