"Buongiorno, sono medico dell'Asl". I truffatori di anziani tornano alla carica in città

Questa mattina una donna, spacciandosi per incaricato dell'Azienda sanitaria locale, ha tentato di farsi aprire i portoni di residenti di via Zanardelli. Alcuni raggiri analoghi sono avvenuti nei giorni scorsi. L'Asl mette tutti in guardia: non sono stati disposti controlli a domicilio

LECCE – A volte ritornano. E non è mai un bene, perché in questo caso si tratta di truffatori. Abili e odiosi allo stesso tempo, puntano alle fasce più deboli in assoluto: le persone anziane. Nonostante le tecniche adottate più di recente per intrufolarsi nelle case sia stata descritta da tutte o quasi le testate locali, proprio per informare e mettere in guardia i cittadini, alcune di queste facce toste si sono ripresentate questa mattina scampanellando a tutto spiano in pieno centro.

E’ l’Asl di Lecce ad avvisare: occhio ai raggiri. Presso la direzione generale, infatti, è pervenuta la segnalazione della presenza di una donna, curata nell'abbigliamento, che in via Zanardelli ha iniziato a suonare ai citofoni di alcune abitazioni spacciandosi per medico dell’Azienda sanitaria locale e chiedendo di effettuare controlli su prescrizioni di presidi erogati dagli uffici, quali pannoloni, traverse, e via dicendo. 

“Nessuna forma di controllo a domicilio è in atto da parte di operatori di quest’Azienda”, sottolinea e precisa l’Asl. Che aggiunge: “Segnalazioni della stessa portata sono pervenute anche nei nostri ambulatori del Distretto di Lecce”. Il caso è stato posto all’attenzione delle forze dell'ordine. Che la vicenda, ovviamente, conoscevano già. 

Un tipico esempio di quanti rischi si corrano dando credito a certi profittatori si può evincere andando indietro di qualche giorno. Verso la metà di marzo, una coppia di anziani ha ricevuto una visita a domicilio da parte di una sedicente dottoressa dell’Asl (probabilmente la stessa persona segnalata oggi) che è riuscita a spillare loro 300 euro, sostenendo di essere in visita per verifiche sui soldi delle pensioni, spiegando come vi fossero in giro banconote false e che per questo stesse agendo anche per conto dell’ufficio postale. 

Nonostante l’inverosimiglianza di un simile racconto, i due malcapitati sono purtroppo incappati nel tranello, consegnando alcune banconote che poi la donna ha fatto scomparire con una sorta di gioco di prestigio: le ha riposte in una busta gialla e, con una certa destrezza, è riuscita a sostituira con un’altra simile (piena di cartacce), posandola sul tavolo con l’ammonimento di non toccarla e con la promessa che sarebbe tornata il giorno dopo con il direttore dell’ufficio postale. 

Qualcosa di analogo era avvenuto anche qualche giorno prima e sempre ai danni di una donna anziana. La persona in questione è stata descritta da alcune vittime come un soggetto dell’apparente età di 35-40 anni, ben vestita, capelli corti castani, circa 1 metro e 60 centimetri, corporatura robusta, gonna e giacca di colore scuro. E dunque, se qualcuno in questi giorni dovesse presentarsi con simili pretesti, definendosi medico dell’Asl, sarebbe opportuno chiamare immediatamente 112 o 113 e permettere a polizia e carabinieri di acciuffarla e porre fine a questi sgradevoli imbrogli.  

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