Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca

Gli ultras dal gip: tutti rispondono, alcuni si scusano: "Trascinati dagli eventi"

Oggi gli interrogatori di garanzia, dopo gli arresti della Digos per l'invasione di campo e gli scontri dentro e fuori lo stadio. Vi sono alcune parziali ammissioni di colpa, ma sostenendo che non vi fosse alcuna premeditazione

Gli agenti schierati durante gli assalti con pietre e lancio di lacrimogeni.

LECCE – Si sono svolti oggi nel carcere di Borgo San Nicola, dinanzi al gip Giovanni Gallo, gli interrogatori di garanzia dei tifosi giallorossi arrestati sabato scorso dagli agenti della Digos del capoluogo salentino perché ritenuti responsabili degli incidenti e delle violenze all’interno e all’esterno dello stadio “Via del Mare” al termine dell’incontro del 16 giugno scorso contro il Carpi, che decretò la mancata promozione in serie B dei pugliesi.

Dinanzi al giudice sono comparsi Antonio Carmine Angelè, 40enne di Matino;  Giuseppe Campobasso, 36enne di Copertino; Francesco Cannoletta, 26enne di Cavallino; Christian Capoccia, 30enne leccese; Andrea De Giorgi, 37enne del capoluogo salentino; Simone Fiorentino, 34enne di Lecce; Gabriele Greco, 27enne, leccese; Renato Orlando, 42enne di Morciano di Leuca; e Riccardo Tondo, 30enne di San Cesario di Lecce. Antonino Raccardi, 23enne di Palermo, ritenuto responsabile, oltre che di atti di violenza all’interno dello stadio dopo l’invasione, anche del danneggiamento e dell’incendio che ha distrutto la jeep della polizia parcheggiata dietro la Tribuna centrale, sarà sentito per rogatoria dal gip del Tribunale di Palermo.

Discorso analogo per Andrea Bufano, 36enne originario di Maglie, che si trovava nel capoluogo emiliano ed è stato arrestato dagli agenti della Digos di Bologna. L’interrogatorio di Daniele Solito, 35enne di Sogliano Cavour, ritenuto il presunto aggressore del fotoreporter picchiato a bordo campo e sottoposto a obbligo di dimora, è stato fissato per giovedì prossimo.

Tutti gli arrestati hanno deciso di rispondere alle domande del gip, fornendo la propria versione dei fatti e, in alcuni casi, una parziale ammissione di colpa. In particolare, Capoccia e Fiorentino, assistiti dall’avvocato Giuseppe Milli, hanno chiesto scusa al giudice Gallo, in qualità di rappresentante dello Stato e delle istituzioni, per il loro comportamento violento e per gli atti compiuti in quella domenica di straordinaria follia. Scuse rivolte, per proprietà transitiva, all’intera cittadinanza. I due hanno, però, sottolineato come il loro operato non sia stato assolutamente premeditato ma abbiano agito in modo inconsueto e spontaneo, trascinati dagli avvenimenti e dalla delusione di una promozione sfumata sul più bello.

Una circostanza che, come loro stessi hanno rilevato, non giustifica le loro azioni per cui si sono detti pronti ad assumersi le proprie responsabilità. A dimostrazione della mancata premeditazione e dell’esistenza di un progetto studiato a tavolino, il fatto che quasi tutti i supporter abbiano agito a viso scoperto, incuranti delle videocamere di sicurezza, delle forze dell’ordine e dei media.

IMG_0630-3Nelle prossime ore il gip deciderà se convalidare la custodia cautelare in carcere (motivata dalla possibile reiterazione del reato). Gli arrestati rispondono, a vario titolo, di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, danneggiamento e violazione dell’articolo 6 quater della legge speciale 401 del 1989 (violenza o minaccia nei confronti degli addetti ai controlli dei luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive).  In un caso, quello del giovane tifoso palermitano, è stata contestata anche la violenza privata e l’incendio.

Gli investigatori si sono convinti che vi sia un nesso di causalità tra gli incidenti del 16 giugno e quanto avvenuto circa un mese prima all’interno di un noto ristorante cittadino quando un gruppo di ultras avrebbe rivolto a calciatori e dirigenti minacce molto esplicite, che si sarebbero tramutate in conseguenze reali nel caso in cui la squadra avesse mancato l’obiettivo promozione. Va comunque precisato che nessuno dei presunti protagonisti di quel raid corrisponde alle persone arrestate, tra le quali peraltro non ci sono destinatari di Daspo in corso.

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