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Vandali devastano il Parco Lavinia, l’amarezza del sindaco per i danni

Carlo Salvemini rimarca il gesto e si augura che le telecamere collocate nella zona possano consentire di risalire agli autori

LECCE – Il danno più evidente è stato quello provocato alla staccionata di legno che lo circonda. E il post lanciato dal sindaco di Lecce Carlo Salvemini, sulla sua pagina Facebook, ha suscitato a margine un ampio dibattito sullo stato di degrado di diversi rioni di Lecce.

Gli atti di vandalismo, questa volta, hanno riguardato il Parco Lavinia posto fra le vie Vecchia Carmiano e Giovanni De Rosis, in un’area di nuova espansione del quartiere Rudiae-Ferrovia. Ideato nel 2012 dalla sede leccese dell’associazione Soroptimist International d’Italia, ha, fra l’altro, un’altalena per bambini disabili ed è dedicato alla nipote di una delle socie, prematuramente scomparsa. Il parco si trova, di fatto, nell’area più decentrata della zona, al limite estremo della città. E alcuni residenti citano il fatto che qui, nelle ore serali, si assembrino diversi ragazzi, molto giovani. Un po’ come avviene anche in altri punti di Lecce dove poi, invariabilmente, si vengono a scoprire danneggiamenti.   

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“Una brutta notizia stamattina”, ha commentato il primo cittadino. “Il Parco Lavinia di via vecchia Carmiano è stato vandalizzato. L’impianto di videosorveglianza, mi auguro, ci dirà di più sui responsabili”. “Resta l’amarezza – ha aggiunto Salvemini - per un danno provocato da pochi nei confronti di tutta la comunità del quartiere. Il nostro impegno, delle istituzioni, delle famiglie, dei singoli cittadini attivi è far maturare l’idea che lo spazio pubblico, compresi gli arredi urbani, le giostrine, i segnali stradali, è la nostra casa. E che come la nostra casa va rispettato, protetto, curato da parte di tutti”. Lunedì, assicura il primo cittadino, saranno effettuate le riparazioni. Che così conclude: “Continueremo a non arrenderci al degrado dei luoghi e dei comportamenti”.

Proprio questi comportamenti, la scarsa attenzione per i luoghi pubblici, sono divenuti il fulcro della discussione che s’è venuta a creare sotto il profilo del sindaco, fra chi chiede pene severe e chi più controllo del territorio. E che in diverse aree di Lecce proliferi la maleducazione, è sotto gli occhi di tutti. Basti pensare ad altri luoghi, come Parco Tafuro o, andando verso le marine, al boschetto nel cuore di San Cataldo, nei pressi della darsena, dove pullulano i rifiuti. Angoli del territorio che dovrebbero essere piccoli gioielli e che, invece, vengono maltrattati.

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