Roghi notturni, vertice con il prefetto: controlli in opifici e servizi mirati

Al vaglio il fenomeno che preoccupa molte comunità salentine e denunciato da diversi sindaci. Disposti vari tipi di accertamenti

Fumi provocati da roghi (repertorio).

LECCE – Carpignano Salentino e Martano, Copertino e Leverano, Veglie e altri comuni ancora: un fenomeno che riguarda molte località del Salento e che ha portato, negli ultimi mesi, a numerosi esposti, sia di sindaci, sia di gruppi di cittadini. E’ quello dei roghi incontrollati, difficile da stroncare. Materiali plastici, rifiuti, ma anche scarti di produzione agricola: le fiamme attecchiscono ogni notte, in ogni dove, provocando spesse nubi di fumo che invadono le vie dei paesi e spezzano il fiato dei residenti. Un problema sempre più avvertito, tanto da diventare vero e proprio oggetto di discussione in Prefettura, nel corso della Conferenza provinciale permanente  riguardante la sezione 111 (territorio, ambiente e infrastrutture).  

Al cospetto del prefetto Maria Teresa Cucinotta, diversi sindaci salentini. Si è preso atto della questa e delle lamentele per i fumi che invadono i centri abitati, specie dopo il calar del sole e, al contempo, il prefetto ha invitato i sindaci a segnalare le criticità, acquisendo dati accurati. Riguardo al territorio di Lequile, Arpa Puglia ha assicurato a breve il completamento dei rilievi effettuati con un mezzo mobile. E, sul fronte della prevenzione, è stata assicurata particolare attenzione agli opifici per accertare che lo smaltimento dei rifiuti sia regolare, così come ai centri di raccolta di materiali ferrosi, per verificare il deposito di metalli eventualmente ripuliti con combustione. All’incontro erano presenti anche i vertici della forze dell’ordine locali, che hanno a assicurato supporto alle polizie locali nelle situazioni più delicate, anche con servizi straordinari nei territori interessati.

Barche sequestrate: saranno usate così

Altro tema al centro del tavolo odierno, l’avvio della procedura di assegnazione delle imbarcazioni confiscate alle organizzazioni che trasportano immigrati. A tale proposito, è stata concordata l’idea dell’assegnazione per finalità di polizia, giustizia, protezione civile o tutela ambientale. La Capitaneria di porto si è riservata di integrare l’elenco con  i dati  di ulteriori imbarcazioni che potranno essere messe a disposizione della collettività per gli scopi appena elencati.

La rappresentante della sezione sicurezza cittadino, politiche per le migrazioni ed antimafia sociale della Regione ha informato i presenti della pubblicazione, a breve, di due avvisi pubblici, il primo dei quali rivolto proprio al terzo settore, per progetti fino a 50mila euro, che possono riguardare  azioni  di antimafia sociale che preferibilmente si svolgano all'interno di beni confiscati, anche mobili, tipo le imbarcazioni, con riconoscimento dei costi di rifunzionalizzazione.

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