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Quando i vandali distruggono e nessuno ripulisce, i topi ringraziano

Fra piazza Palio e dintorni, come via Alessandria, i vandali stanno continuando a fare festa ormai da intere settimane. Devastando suppellettili e mettendo fuoco ai cassonetti. Gli ultimi episodi proprio di questi giorni

LECCE – Pensiline degli autobus in frantumi, cestini portarifiuti e panchine divelti, cabine elettriche e porte dei bagni pubblici attorno al Palazzetto dello Sport “Ventura” sfondate. E, ora, anche cassonetti della raccolta differenziata dei condomini dati alle fiamme. Come avvenuto la notte del 26 novembre nella vicina via Alessandria. Troppo invitanti quei contenitori di plastica pieni di  materiale facilmente combustibile. Irresistibile attrazione per il piromane di turno.

In tutta la zona, nel quartiere Stadio, da troppo tempo alcuni vandali stanno facendo il bello e il cattivo tempo. Ma proprio, di questa storia, non se ne viene a capo. Di questa popolosa fetta di città e dei suoi problemi si parla probabilmente sempre troppo poco. E nella scarsa attenzione, probabilmente anche in un controllo non proprio ferreo, sguazza chi non ha alcune cognizione del concetto di senso civico. Basti pensare ai ripetuti atti vandalici nel parco intitolato a Melissa Bassi. Come si prova a rivitalizzare una zona, impiantando verde per contrastare il cemento, arriva sempre qualcuno che in qualche modo “disapprova”.

Video: prima e (giorni) dopo l'incendio

Il guaio è che spesso, dopo un danno, bisogna attendere tempi dilatati all’infinito per un rimedio. Almeno, per una pulizia. Se i primi cassonetti di via Alessandria sono andati a fuoco alla fine di novembre, nei giorni successivi la situazione non è migliorata. “Da allora, è passata una settimana – commenta amareggiato un residente, Antonio Pinto, che già in passato ha fatto segnalazioni dalla stessa zona e che non demorde nel proporre foto e video - e nel frattempo sono stati bruciati anche quelli accanto. Nessuno ha provveduto alla sostituzione e alla pulizia. E i piccioni, insieme ai topi, fanno festa”.

La speranza, che qualcosa cambi, è l’ultima a morire. Nel frattempo, vieneda pensare, si spera di non naufragare nell'abbandono delle istituzioni. 

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