Cronaca

Si conoscono su Facebook, dall'amore all'incubo: pestata per ottenere soldi

Sotto processo un cuoco 44enne di Lecce. L'uomo avrebbe conosciuto sul social network una 49enne della provincia di Lecco. Prima i viaggi verso il Salento e al nord per conoscersi. Poi la storia che assume una piega violenta e, forse, inattesa

@TM News/Infophoto

LECCO – Prima l’amicizia su Facebook. Poi la passione che monta fino a diventare voglia d’avventura. Il sogno coltivato di un viaggio fin giù nel Salento, immaginando il mare e la pietra intarsiata da fini scalpelli, creando suggestioni barocche. Quello che una donna di 49 anni, originaria di Piantedo, in provincia di Lecco, e residente a Colico, s’è però presto trasformato in un incubo. Che ha ripercorso in aula, nel processo in corso presso il tribunale della città lombarda.

La storia arriva dalle pagine de “La Provincia di Lecco”. La donna ha raccontato di avere conosciuto Roberto Dapei, 44enne, cuoco, residente a Lecce, fra le pagine web. E quando fra i due è scoccata la scintilla, s’è deciso di comune accordo di abbandonare il mondo virtuale e di incontrarsi in quello reale. Sono tante le storie che nascono in chat o sui social network. E c’è persino chi finisce per convolare a nozze. Ma non è questa una di quelle vicende a lieto fine.

La donna ha raccontato ai giudici (presidente Ambrogio Ceron, a latere Salvatore Catalano e Gian Marco Fausto De Vincenzi) di avere ospitato Dapei presso una casa in affitto in alto lago. Sarebbe però stata lei, per prima, a recarsi a Lecce, come si evince dalla deposizione in aula. Un racconto doloroso, di una donna che stava tentando di rifarsi una vita, dopo 25 anni di matrimonio chiusi con una separazione.

Fu proprio durante il soggiorno di Dapei nel lecchese che la situazione degenerò. Il 12 aprile dello scorso anno, i carabinieri fecero irruzione in casa, arrestandolo per sequestro di persona, estorsione e lesioni personali, anche se oggi risponde di rapina aggravata. Secondo le ricostruzioni, sulla scorta di quanto riferito dalla donna e anche da sua figlia, Dapei l’avrebbe aggredita, pretendendo 2mila euro. E sarebbe anche arrivato a trattenerla con la forza per una notte intera nella stanza da letto, sottraendole il cellulare, per far capire che non scherzava. Con percosse e minacce. Tutto, pur di ottenere i soldi. La donna, dopo essere stata soccorsa dai carabinieri, si recò presso l’ospedale di Morbegno, dove i medici la giudicarono guaribile in sette giorni per varie contusioni.

Dapei, difeso dall’avvocato Marilena Guglielmana, non s’è presentato in aula. In apertura di udienza il pm Rosa Valotta e l’avvocato Guglielmana hanno presentato le richieste di ammissione degli atti. L’avvocato Guglielmana ha documentato, con un atto dell’Asl di Lecce, le condizioni d’invalidità al 75 per cento di Dapei. La prossima udienza è fissata per il 30 maggio. 

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